‘Melozzo da Forlì: L’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello’

Senza Melozzo, il Cinquecento di Raffaello e Michelangelo non sarebbe mai esistito.

Così ha commentato Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e curatore della rassegna ‘Melozzo da Forlì: L’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello’.

Melozzo di Giuliano degli Ambrosi, meglio noto come Melozzo da Forlì (1438 – 1494), è stato un pittore e un architetto italiano.

Massimo esponente della scuola forlivese di pittura nel XV secolo, la sua città natale vuole celebrarlo con l’esposizione più completa delle sue opere ‘mobili’.

In passato (nel 1938 e nel 1994) vi erano già state importanti mostre, ma senza poter contare su un gran numero di lavori superstiti e sull’importante considerazione del ruolo centrale svolto dall’artista forlivese nel Rinascimento italiano, preferendo invece valutarne la personalità nel solo ambito romagnolo.

Da qui il forte commento del Paolucci, il quale vuole sottolineare l’influenza che l’artista ha avuto sui suoi contemporanei e sulle generazioni successive.

Per documentare la fantastica attività produttiva realizzata dal Melozzo, la rassegna presenta anche una serie di lavori degli artisti con cui venne in contatto nel corso della sua formazione, da Andrea Mantegna a Piero della Francesca, a Bramante e a Pedro Berruguete.
Inoltre, saranno esposte anche le opere, con appurate affinità stilistiche, di artisti che a lui si ispirarono. Si citano in particolare Raffaello, presente in mostra con un nucleo strepitoso di capolavori, e Marco Palmezzano, uno dei tanti allievi dell’artista forlivese.

La rassegna si terrà dal 29 gennaio al 12 giugno a Forlì, presso i Musei San Domenico.

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