“Ah, che rebus! Cinque secoli di enigmi fra arte e gioco in Italia”

Il 35° anno dalla fondazione dell’Istituto Nazionale per la Grafica termina con una rassegna davvero singolare e creativa, intitolata “Ah, che rebus! Cinque secoli di enigmi fra arte e gioco in Italia”.

La mostra è aperta al pubblico fino all’ 8 marzo 2011 ed è situata a Palazzo Poli a Roma.

La sua organizzazione è stata affidata ad Antonella Sbrilli e ad Ada De Pirro, le quali si sono avvalse della collaborazione di Stefano Bartezzaghi, di un consistente team di studiosi per il catalogo e dell’appoggio dell’Istituto stesso per quanto riguarda la parte organizzativa.

Le due curatrici hanno scelto per l’occasione lavori sia in originale che in fac simile. Opere davvero interessanti che rielaborano la storia del rapporto fra rebus ed arte.

Sono stati molti gli artisti che nel passato hanno creato questa tipologia di enigma: da Leonardo da Vinci con le sue cifre figurate (presentate in un video e riprese anche da artisti contemporanei) agli incisori Stefano Della Bella e Giuseppe Maria Mitelli.

Ciò che più fa meravigliare è l’influenza che le vignette della nota rivista “La Settimana Enigmistica” (create dalla milanese Maria Ghezzi) hanno avuto sulla pittura italiana degli anni Sessanta e Settanta, soprattutto sui capolavori di Renato Mambor e Tano Festa.

Dal Cinquecento ad oggi: un excursus storico che mette a confronto antico e moderno. L’esposizione inizia proprio con la comparazione tra il ‘Ritratto di Lucina Brembate’ di Lorenzo Lotto (1518) e il ‘Personaggio in grigio’ di Osvaldo Licini (1944). In entrambi la luna insieme alle lettere suggerisce un nome o una parola, in uno scambio tra visibile e leggibile.

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