“Antinoo. Il fascino della bellezza”, Tivoli celebra una figura che ha affascinato generazioni di artisti

Villa Adriana, a Tivoli, celebra il “Fascino della bellezza di Antinoo”, la mostra, inaugurata il 5 aprile, andrà avanti fino a novembre.

La figura di Antinoo sarà omaggiata a Tivoli attraverso l’esposizione delle innumerevoli iconografie a lui dedicate. La mostra racconta il mito del giovane compagno dell’imperatore Adriano, annegato anzitempo e divinizzato per volere dell’imperatore che, straziato dal dolore, ne fece riprodurre le fattezze in tutti i modi possibili per perpetuarne la memoria: ritratti su monete, rilievi, gemme, piastre votive, gioielli, sculture di marmo, di bronzo, (infiniti sono “gli Antinoo” sparsi per tutti i musei del mondo). L’imperatore fece, oltretutto, edificare la città di Antinoopoli in Egitto nello stesso luogo dove il suo amato annegò.

Una delle storie d’amore più antiche ma capace di commuovere ancora oggi.

Sono circa una cinquantina i pezzi esposti in mostra, tra cui l‘Antinoo Farnese, un marmo della collezione Farnese di due metri conservato nel Museo archeologico Nazionale di Napoli.

Antinoo è il bellissimo fanciullo che l’imperatore Adriano conobbe durante un suo viaggio in Bitinia, probabilmente nel 123 d.c., due anni dopo l’imperatore fece ritorno a Roma portando al suo seguito il suo giovane innamorato. Antinoo restò al fianco di Adriano e lo seguì anche nei viaggi ufficiali, come quello intrapreso in Egitto dove l’efebo morì annegando nelle acque del Nilo. La sua tragica morte rimane un mistero, tra le ipotesi, la più romantica, che ricorda un po’ la più memorabile “tragedia a lieto fine” di Euripide, è quella della “morte vicaria” di Cassio Dione Cocceiano che suggerisce un sacrificio di Antinoo per salvare Adriano al quale i maghi avevano predetto la morte entro un anno a meno che un volontario non si fosse immolato al posto suo.

La figura di Antinoo, sebbene sia storicamente indefinita se non per quanto riguarda il legame con Adriano, ha dato origine ad una serie ricchissima di raffigurazioni tanto da costituire “l‘ideale di bellezza”, un vero e proprio modello per l’arte Antica e per le sue riprese.

La mostra è divisa in quattro sezioni tematiche, tra cui quella dedicata ad “Antinoo divinizzato” rappresentato nei panni di Apollo, Dioniso, sacerdote di Attis. La mostra si inserisce, inoltre, nel progetto di “valorizzazione di Villa Adriana” con una sezione specifica che si incentra sulle recenti scoperte dell’Antinoeion, il tempio che Adriano volle erigere nella Villa che aveva funzione di luogo-memoria dove ricordare il suo amato.

Nelle ore di insonnia, percorrevo i corridoi della Villa, erravo di sala in sala, mi fermavo davanti ai simulacri di Antinoo. Ogni stanza aveva il suo, ogni portico perfino. Sfioravo con un dito quel petto di pietra.”, scrive Marguerite Yourcenar parlando del dolore dell’imperatore romano nel suo romanzo “Memorie di Adriano”.

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