“Emilio Isgrò. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie”

A 150 anni dall’ Unità d’Italia a Marsala si tiene (dal 13 maggio al 19 settembre) una mostra intitolata “Emilio Isgrò. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie”. Proprio nel Convento del Carmine della città, nella quale sbarcarono Garibaldi e i suoi mille, si ricorda l’evento senza alcuna agiografia o particolare rimembranza. Un’esposizione proprio fuori dal comune, dunque, quella di Emilio Isgrò che qui raccoglie tutte le sue opere dedicate alla Sicilia, sua terra d’origine, e alla sua sicilianità.

Il termine ‘disobbedisco’ del titolo è un palese riferimento alla frase opposta che Garibaldi pronunciò nel 1866. Questo, però, non è un modo per rinnegare ciò che è stato, anzi. La sua funzione è al contrario quella di scontrarsi e di rifiutare chi ha deviato il senso risorgimentale dell’avvenimento.

L’iter della mostra curata da Sergio Troisi è caratterizzato da deviazioni, scarti e ritorni. In ogni sala del convento, infatti, vi è un punto di vista differente. A conclusione della mostra è posto proprio lo ‘Sbarco a Marsala’ con il quale si presentano le molteplici facce dell’isola.

I lavori dell’artista siciliano si distinguono da quasi 50 anni ormai per il suo utilizzo del linguaggio e della mescolanza che ne fa insieme all’immagine. Isgrò, infatti, impiega da sempre la cancellatura e l’incrocio del mondo della parola scritta con quello delle figure. E’ attraverso il linguaggio che il pittore e scrittore settantatreenne ha giocato quel meccanismo di rimandi che si è stratificato in Sicilia.

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