“Una prospettiva italiana. An italian perspective. Ma lo sguardo vede? Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Massimo Vitali”

Il mondo della fotografia non ha sempre avuto la stessa rilevanza nel Belpaese.

Fino agli Settanta, infatti, nel resto del mondo proliferavano rassegne e settori museali dedicati a tutti i linguaggi artistici compresi quello fotografico.

In Italia, invece, sino ad allora gli scatti non erano molto considerati e, perciò, ascritti alle arti minori.

Solo nel 1984 viene dato il via ad una riflessione sulla fotografia come mezzo artistico narrativo all’interno dei confini italici.

Fino al 23 aprile 2011 si terrà, presso gli ambienti di Studio la Città (Verona), la rassegna intitolata “Una prospettiva italiana. An italian perspective. Ma lo sguardo vede? Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Massimo Vitali.

La mostra, curata da Angela Madesani, mette a confronto gli scatti dei tre artisti citati nel titolo, ovvero Gabriele Basilico, Vincenzo CastellaMassimo Vitali.

Scopo fondante dell’esposizione è far dialogare le varie opere in modo da consegnare al paesaggio diverse interpretazioni a seconda delle differenti personalità artistiche.

Gli scenari di Gabriele Basilico (nato nel 1944 a Milano) ritraggono unicamente forme precise quali quelle degli edifici. Mancano, infatti, le figure umane probabilmente a causa della deformazione formativa data dagli studi di architettura.

Il coetaneo Massimo Vitali, di origine lombarde (Como), ha un approccio molto più sociologico ed etologico. Le sue opere, infatti, ritraggono per lo più luoghi di aggregazione di gruppi.

Infine, il meridionale (precisamente napoletano) Vincenzo Castella osserva il mondo dall’alto, in quanto la visione non è storia ma cronaca senza alcun giudizio.

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