“16 ottobre 1943. La razzia degli Ebrei di Roma”, una tragedia della storia dell’umanità indagata in modo inedito

1259 persone di cui 363 uomini, 689 donne, 207 bambini appartenenti alla comunità ebraica di Roma, tutte vittime del rastrellamento nazista diretto da Theodor Dannecker collaboratore di Adolf Eichman e dell’Unità Seeling. Gli arresti degli ebrei avvennero in 26 ‘zone d’azione’ tra le 5:30 e le 14:00 del 16 ottobre 1843. Dopo il rilascio di un certo numero di componenti di famiglie di sangue misto o stranieri, delle vittime del rastrellamento 1023 furono deportati nel campo di concentramento Auschwitz-Birbenau, soltanto 16 sopravvissero allo sterminio (15 uomini ed 1 donna).

Troppi numeri perché questa atroce macchina nella storia dell’umanità sia commemorata ‘1’ solo giorno all’anno. Per tutto il mese di novembre, presso la Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano, proprio in quella Roma che diede vita al ricordo, sarà ancora possibile focalizzare la propria memoria sull’avvenimento attraverso un percorso espositivo inedito costituito da documenti, testimonianze audiovisive, disegni, mappe, fotografie.

Lo sguardo storico della mostra, titolata “16 ottobre 1943. La razzia degli Ebrei di Roma”, propone le fotografie degli arresti di quel giorno; testimonianze audiovisive di chi fu coinvolto, tra queste dei disegni del pittore ebreo Aldo Gay, il quale ha tramandato una significativa testimonianza di come la libertà artistica non potesse mai essere soggiogata come stava piuttosto captando alla sua persona in fuga, poiché trovò il modo di improvvisare una rappresentazione su carta della terribile esperienza che stava vivendo; reperti unici come le mappe dei luoghi di Roma in cui furono compiuti gli arresti; video-interviste provenienti da importanti Archivi; la ricostruzione delle biografia delle persone implicate nei fatti (vittime e carnefici), ed i circa 300 volti degli ebrei vittime, mai visti prima, allo scopo di dare un volto quindi un’anima alla vicenda; racconti relativi al rastrellamento, alla ‘detenzione’, alla deportazione, all’uccisione, ma anche la storia dei sopravvissuti, degli arresti successivi e quant’altro.

La mostra realizzata da Comunicare Organizzando è curata da Marcello Pezzetti, direttore della Fondazione Museo della Shoah, con il contributo di Archivio della Memoria, della Spielberg Foundation, dell’Archivio Fondazione Museo della Shoah, dell’Archivio Croce Rossa internazionale di Bad Aralsen.

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