A Napoli: il Museo del Giocattolo

 

“La storia del giocattolo è anche la storia del costume, dell’infanzia, dell’economia”, spiega il Prof. Vincenzo Capuano, docente di Storia del Giocattolo presso la facoltà di Scienze della Formazione raccontando ciò che racchiudono oggetti apparentemente comuni, come i giocattoli.

La passione di Capuano per i giocattoli ed il collezionismo ha dato vita ad un corso universitario e poi ad un Museo a Napoli: il Museo del Giocattolo, che nasce dall’incontro tra il Suor Orsola Benincasa, uno dei principali centri di studi e ricerca nel campo dell’educazione e dell’infanzia, e la Collezione di Capuano. Accessibile da via Suor Orsola 10, il Museo è dedicato ad un bambino, Ernst Lossa, ucciso dalla ferocia nazista a solo 14 anni.

I visitatori hanno a disposizione una preziosa occasione non solo per disporre di una delle collezioni più onorevoli che in questo caso portano Napoli a livello delle grandi città italiane ed europee, ma per fare un salto nella storia del costume, della tradizione, dell’artigianato, del progresso, dei valori e modelli sviluppati nel corso del tempo. In sale organizzate in vetrine tematiche colme di curiosità, il Museo del Giocattolo ospita centinaia di pezzi, tra i giocattoli: trottole, lanterne magiche, robot, marionette, pinocchio, giochi da tavola, orsacchiotti, bambole, giochi di latta, di legno, soldatini e molto altro.

Ogni pezzo ha la sua storia ed è un tassello pe ricostruire ‘la storia’. La Bambola di Don Benedetto, ad esempio, fu acquistata da Benedetto Croce per sua figlia Silvia di ritorno da un viaggio di lavoro in Germania; gli orsacchiotti di peluche testimoniano il primo cambiamento di costume in quanto furono inventati affinché anche i bambini maschi avessero delle ‘bambole’ con cui giocare, ma senza uscire dai ruoli di genere, quindi con sembianze più maschili come gli orsi; Captain Action, che è quasi l’origine della collezione di Capuano ma non per antichità, fu il primo giocattolo da lui ‘collezionato’ quando aveva appena 3 anni; ed ancora: la vetrina dedicata a Pinocchio, dai primi fino agli ultimi ispirati alla Disney; la vetrina dedicata alle Barbie con la presenza della prima Barbie inventata da Ruth Handler.

La visita al Museo è un percorso anche nella storia dei materiali come il legno, la latta, con tutto il loro percorso fino ad oggi. Il Museo del Giocattolo è una piccola fabbrica della memoria, carica di spunti riflessivi, di storia… di giocattoli. Visitarla è come entrare in una favola, dove verrebbe letteralmente da dire “C’era una volta…”.

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