Al Palazzo Te, dialogo tra la monumentale opera di Giulio Romano e l’arte di Fabrizio Plessi

 

A Mantova, interessante confronto tra la monumentalità del cinquecentesco Palazzo Te, celebre opera dell’architetto e pittore rinascimentale e manierista Giulio Romano e l’opera/istallazione di Fabrizio Plessi, da sempre amante del dialogo con la storia, il mito, le monumentalità, gli spazi antichi.

La mostra si terrà presso la Sala dei Giganti fino al 15 settembre e vedrà oltre al ‘confronto’ tra l’opera manierista per antonomasia, come nel caso della teatrale Sala dei Giganti, e l’arte oltretutto teatrale ma tecnologica di Plessi, anche un collegamento su un tema condiviso, ‘antico’ quanto attuale, la ‘crisi’: “Il senso complessivo dell’istallazione di Plessi è collegabile alla condizione di crisi globale, culturale, economica, sociale, politica, che la società occidentale sta attraversando da diversi anni ormai. Del resto, il periodo stesso del Manierismo, di cui l’opera di Giulio Romano è emblema, dalla storiografia ufficiale è sempre stato definito un periodo di crisi religiosa e spirituale, estetica e sociale, un passaggio critico tra le certezze classiche del Rinascimento e i fasti celebrativi del Barocco”, racconta Marco Tonelli, Assessore alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova.

L’opera del video artista Plessi si presenta come un’istallazione che dialoga con le pareti affrescate della Sala dei Giganti e si sviluppa come una visione di un gruppo di tavoli capovolti come fossero stati disordinati da un cataclisma, ogni tavolo ospita tre grandi monitor che proiettano video dove scorre un flusso d’acqua nera nella quale cadono pietre, alcune sono realmente disposte sul pavimento. Il sonoro dello scorrere dell’acqua e dei tonfi delle pietre ricorda l’atmosfera della tragedia dipinta da Giulio Romano che così sembra far rivivere il mito dell’ordine olimpico messo in crisi dalla caduta dei Giganti che, per aver tentato la scalata dell’Olimpo furono puniti da Zeus che scagliò contro di loro fulmini, tuoni, montagne, flutti d’acqua.

L’istallazione di Plessi che quasi va a completare oppure a ‘risignificare’ l’opera antica, è introdotta da una sezione preliminare: progetti, disegni, pensieri dell’artista al quale di recente è stato dedicato un intero museo al Passo del Brennero, ‘il Plessi Museum’, primo esempio italiano di spazio museale in autostrada.

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