Alba ospita ancora per poco “Morandi, l’essenza del paesaggio”

Mancano pochi giorni al termine della mostra dedicata a Giorgio Morandi, celebre pittore ed incisore italiano del Novecento (1890- 1964).

La rassegna, intitolata “Morandi, l’essenza del paesaggio”, è stata promossa dalla Fondazione Ferrero in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Regione Piemonte.

Durante il percorso espositivo viene messo in rilievo un altro aspetto dell’attività pittorica del Morandi: non più la natura morta, ma il paesaggio.

Più di settanta opere, perlopiù dipinti su tela e una limitata selezione di acquerelli, sono state scelte con cura da Maria Cristina Bandera.
La cernita è stata effettuata a partire dai destinatari ai quali lo stesso pittore italiano le aveva serbate, in particolar modo i suoi più importanti collezionisti e i suoi interpreti maggiori quali Cesare Brandi, Cesare Gnudi, Roberto Longhi, Luigi Magnani, Carlo Ludovico Ragghianti e Lamberto Vitali.

Si parte dalla sezione dei capolavori degli anni ’10, rarissimi oli mai riuniti finora in un numero così notevole, ‘paesaggi’ nati da esperienze formative (a cominciare da Paul Cézanne) e continuati poi nei successivi anni ’20, durante i quali il pittore italiano ha approfondito la conoscenza di Piero della Francesca.

Un’altra sezione è riservata ai lavori degli anni ’30 nei quali Morandi raggiunge l’apice della fama.
Duro e forte è il nucleo rivolto ai paesaggi gravi e privi di naturalismo, creati durante il periodo bellico quando, isolato a Grizzana, Morandi raggiunse uno dei vertici della sua pittura che Roberto Longhi definisce “il culmine […] forse il più alto da lui raggiunto”.

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