Amanda Lear e la Pittura, a Milano la sua personale visione in “Visioni”

 

Milano, presso la Milano Art Gallery, presenta una mostra che indaga un lato ancora poco esplorato di Amanda Lear, donna di spettacolo immediatamente riconosciuta piuttosto per la sua carriera di modella, cantante, doppiatrice, presentatrice televisiva, nonché per le voci diffuse verso la fine degli anni ’70 sul suo presunto cambio di sesso, voci smentite dalla stessa artista che dichiarò che si era trattato solo di un espediente per attirare curiosità agli inizi della sua carriera.

È un lato insolito, dunque, quanto altrettanto degno di nota, quello della vip pittrice. Non nuova nel mondo dell’arte poiché fu la musa del grande artista catalano Salvador Dalì, sul quel terreno a lei già familiare, così, si mette alla prova ed apre una parte della sua intimità al pubblico, “La pittura è una cosa molto più personale, non è un lavoro di gruppo: fai un disco e c’è un team. Ci sono i musicisti, i produttori… Con la pittura è diverso, sei tu sola davanti alla tua tela… è un po’ come far leggere il tuo diario personale…”, racconta la Lear.

La mostra meneghina, fruibile fino al 24 agosto, si intitola “Visioni” ed è organizzata dal manager Salvo Nugnes direttore di Promoter Arte. Paesaggi onirici, ritratti, tele comunicative che escono dagli schemi tradizionali e vanno a creare una sorta di parallelismo con la vita stessa di Amanda, i soggetti delle sue opere sembrano infatti venir fuori dalla sua personale ‘visione’ del mondo, come racconta lo stesso titolo dell’esposizione. La sua favorita fonte di ispirazione è la stessa arte, ma quella mitologica, greca , i personaggi dei quadri di Amanda Lear sono la rielaborazione diretta di quelli della cultura Classica, una passione per il mitologico che la Lear associa agli insegnamenti di Dalì, oltre che al suo stesso ‘sentire’, “…oggi mi sembra che l’ispirazione dei pittori sia meno verso i grandi miti… io mi sento mediterranea, adoro la Grecia”. Tele che oltre a lasciar ‘leggere’ un capitolo importante dell’anima di Amanda Lear, forniscono anche una testimonianza dell’arte delle origini attraverso le sue reinterpretazioni.

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