Angeli e Demoni arrivano a Rovigo

È stata inaugurata ieri, a Palazzo Roverella di Rovigo, la mostra intitolata “Il demone della modernità”, curata da Giandomenico Romanelli.

L’esposizione passa in rassegna opere del tardo Ottocento e dell’inizio del Novecento, epoca in cui si è fatta strada la modernità, con le sue innovazioni, ma anche con problemi di enorme portata come le guerre. Non guerre qualunque, ma le due Guerre Mondiali, che hanno cambiato per sempre il modo di concepire l’umanità. Non si sa infatti se di umanità si può parlare vista la brutalità degli eventi e delle loro conseguenze.

Naturalmente in quel periodo anche l’arte subì gli influssi di quanto stava accadendo e se da un lato si trovò ad essere aperta a nuove tecniche e sperimentazioni, dall’altra si immerse completamente nell’oscurità di quegli anni bui e tristi.

La mostra di Rovigo ospiterà proprio tutte le opere realizzate da artisti come Mario De Maria, Guido Cadorin, Cagnaccio di san Pietro, Bortolo Sacchi, Alberto Martini, oltre che stranieri del calibro di James Ensor e Hans Unger.

Nei dipinti si notano proprio le luci e le ombre che hanno contraddistinto la fine di un secolo di pace, quale l’Ottocento e l’inizio di un’epoca colpita da eventi nefasti.

 

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