Antonio Canova omaggiato con la Settimana Canoviana

In occasione del 190° anniversario della scomparsa di Antonio Canova, la città di Como omaggia la genialità dell’artista con una settimana di eventi, tra rassegne, manifestazioni, visite guidate, che riscoprirà le opere, sia quelle dello scultore sia quelle dei suoi allievi, custodite nella residenza storica di Tremazzo, difatti ad ospitare l’iniziativa sarà Villa Carlotta, dimora a Tremazzo, sul lago di Como.

Ancora fino al 21 ottobre sarà possibile rivivere quel mondo classico che l’arte di Canova ricompone egregiamente.

L’artista infatti incarna perfettamente i principi neoclassici, sia nel disegno sia nella scultura, espressi da Winckelmann più di quanto non abbiano fatto i contemporanei dello studioso e storico d’arte tedesco. Ciò a cui Canova aspirava con la sua arte era il raggiungimento di quella “bellezza ideale” che i Greci avevano realizzato, così che aderì agli esempi della statuaria classica, sia con il desiderio di voler esprimere solamente il bello ideale sia con l’eliminazione delle forti passioni, come voleva anche Winckelmann.

La rassegna a Tremazzo risponderà anche ad alcune curiosità per ricostruire ancor meglio la prestigiosa figura di Canova, come ad esempio: come creava Canova? Come funzionava la sua bottega? Quali erano i suoi segreti artistici? Questi i temi attraverso i quali si svilupperà la visita tra i suoi capolavori conservati in Villa Carlotta, a cominciare dall’originale gesso del maestro “La musa Tersicore”, una delle nove muse della mitologia greca, protettrice della danza e della musica corale, e dal “Palamede” re dell’isola di Eubea, oggetto di studio dei filosofi, considerato eroe più ingegnoso di Ulisse, a lui si deve l’invenzione del faro, dei pesi, delle misure, di alcune lettere dell’alfabeto greco, del gioco degli scacchi e dei dadi. La mostra è arricchita da alcuni lavori dei suoi allievi, come ad esempio la replica di “Amore e Psiche” eseguita da Adamo Todolini, i ritratti in gesso realizzati da Giuseppe Bossi, la “Maddalena Penitente”, la tela intitolata “Lettura del sesto canto dell’Eneide” appena restaurata dal francese Jean Baptiste Wicar.

Tags: ,

Leave a Comment

Tempo esaurito. Ricarica il codice!