Aron Demetz, Il Radicante

Aron Demetz, scultore altoatesino, fino al 30 agosto sarà a Roma con Il Radicante, una personale che ripercorre trasversalmente la produzione artistica dello scultore. Gli spazi che ospitano i suoi lavori sono quelli della Pelada, ex Mattatoio recuperato e trasformato in un insieme di spazi espositivi. Questo luogo particolare si presta perfettamente ad ospitare gli insoliti umanoidi di Demetz, figure che non parlano, non si muovono ma che riescono in un modo ancor più riuscito a “comunicare” attraverso il classico linguaggio figurativo.

La mostra si articola in quattro ambienti e ha inizio con un breve video di introduzione che racconta la pratica creativa di Demetz, e conta una ventina di lavori.

Aron Demets, con un curriculum artistico di tutto rispetto, concentra la sua attenzione sulla figura umana contemporanea ma bloccata in pose bizzarre. Dalle sue sculture si sprigiona un che di classico e allo stesso tempo di moderno.

È il legno il materiale più utilizzato dall’artista ma nel corso del tempo egli ne ha sperimentati tanti altri e allo stesso legno ha accostato la foglia d’argento e quella di alluminio. Le sue sculture sembrano statiche ma sono alla ricerca di una “posizione”, posizione intesa anche nel senso dello “spazio” in cui quotidianamente devono interagire. È “emozione” ciò che si sprigiona, e sembra di trovarsi spettatori di una metamorfosi dove l’essere contemplato sta per cambiare pelle, vita. Difatti troviamo figure umane dove resina e la linfa sgorgano e diventano essenza, sculture “bruciate” dall’artista quasi per un processo di depurazione, scansioni digitali alle quali l’artista ha accorpato la crescita di funghi come fosse la rivincita della natura sul prodotto meccanico, in aggiunta il gruppo degli Homo Erectus in bronzo.

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