Artissima e la profezia dei Maya sulla fine del mondo

Con Artissima 2012, la kermesse torinese dedicata all’arte contemporanea, prende il via un esperimento inedito, si chiama “It’s Not the End of The World” e si protrae ben oltre la chiusura della fiera avvenuta l’11 novembre, sarà infatti visitabile almeno fino al 6 gennaio 2013. Il titolo è certamente evocativo, gioca umoristicamente ed irriverentemente con l’apocalittica profezia dei Maya sulla fine del mondo nel dicembre 2012, ma anche sulla difficile situazione italiana del finanziamento alla cultura.

Si tratta di una mostra itinerante che abbraccia i 5 musei d’arte contemporanea di Torino e che coinvolge 5 artisti di fama internazionale, ognuno impegnato in un allestimento specifico per la sede che lo ospita. Il filo conduttore di questa mostra è la riflessione ironica ma ottimistica sulla realtà che ci circonda e le sue contraddizioni, il linguaggio scelto spazia dalla performance all’istallazione video.

Le 5 sedi espositive coinvolte per “It’s Not the End of The World” ed i rispettivi artisti sono:

Castello di Rivoli dove Paola Pivi porta “Tulkus 1880 to 2018”, alla Gam Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea è allestita “Homeless Paradise” di Valery Koshlyakov, la Fondazione Merz con la video istallazione di Zena el Khalil dal titolo “Beirut, I Love you-A work in progress”, la Fondazione Sandretto Re Rebaudendo con un lavoro, già presentato nel 2009 alla Biennale di Venezia, di Ragnar Kjartansson intitolato “The end.Venezia”, infine Palazzo Madama dove Dan Perjovschi realizza “Ruin Politics”, per questa esposizione, a differenza delle altre quattro, l’ingresso è gratuito e la data di chiusura è anticipata all’8 dicembre 2012.

 

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