“Auguste Rodin. L’Inferno di Dante”

“Dante non è solo un visionario ed uno scrittore, è anche uno scultore. L’espressione è lapidaria, nel senso buono del termine. Quando descrive un personaggio lo rappresenta solidamente tramite gesti e pose…”, così l’artista francese Auguste Rodin descriveva Dante Alighieri, uno dei maestri per il quale aveva maggiormente ammirazione. La sua opera plastica aveva una stretta relazione con il mondo letterario anche di Michelangelo, Balzac, Hugo, Baudelaire, Rembrant, Goya.

L’universo dantesco della Divina Commedia affascinò particolarmente Rodin, difatti quando nel 1880 il Museo delle Arti Decorative di Parigi gli commissionò un’opera a tema libero egli ne approfittò per sviluppare bozzetti basati sul capolavoro del Sommo Poeta. “La Porta dell’Inferno” rimase un monumentale portale, in bronzo ispirato alla Divina Commedia, incompiuto poiché lo scultore francese non riuscì a terminarlo prima della morte, ma mentre lavorava alla Porta realizzò una serie di disegni ispirati all’Inferno dantesco, i Disegni Neri furono stampati nel 1897 dalla Maison Goupil, società fondata a metà ‘800 da Adolphe Goupil, pioniere delle nuove tecniche di riproduzione di opere pittoriche e scultoree e della diffusione dell’arte.

Le stampe sono esposte alla Reale Accademia di Spagna, Roma, fino al 4 marzo. L’esposizione dal titolo “Auguste Rodin. L’Inferno di Dante”, presenta l’importante e quasi sconosciuta opera grafica di Rodin, sono 129 le stampe, suddivise in 3 gruppi: 82 appartengono all’Inferno, 31 al Limbo, 16 sono studi di ispirazione biblica e di evocazione delle opere di Michelangelo. L’opera è denominata anche “album Fenaille” in quanto ottenne il patrocinio di Maurice Fenaille, membro dell’Accademia des beaux-arts di Francia, nonché collezionista e mecenate, ed è proprio grazie al suo impegno che i disegni dello scuoltore sono arrivati fino a noi grazie alla fotoincisione che riproduce perfettamente colori, tratto, plasticità delle figure disegnate da Rodin. Le dissacranti tecniche grafiche di Rodin evocano anche opere di Goya, Rembrant, Hugo, e presentano un tratto crudo, ombre dense, colore liquido per un’espressività dei corpi la cui contorsione, deformità, oscurità evocano egregiamente la disperazione dell’Inferno.

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