Blumen für Kim Il Sung: Vienna tra polemiche ed ammirazione

A Vienna, presso il Mak Museo d’Arte Applicata, è iniziata il 19 maggio un’interessantissima quanto discussa mostra che terminerà il 5 settembre. Blumen für Kim Il Sung è un omaggio all’arte nordcoreana ed è stata, perciò, oggetto di molte critiche ma anche di altrettanti apprezzamenti.

Si è forse frainteso lo spirito della mostra, temendo in una celebrazione del regime dittatoriale (di stampo marxista-leninista) iniziato sotto Kim Il Sung e passato per successione al figlio Kim Jong- il. Il direttore del Mak, Peter Noever, ha sottolineato quanto poco c’entri la politica nell’arte affermando che “il dovere di un museo è di mostrare l’arte; esiste anche questa linea ‘realista’ nel contemporaneo. Perché nasconderla?”.

Nella rassegna si possono ammirare non solo dipinti con china e a olio raffiguranti immagini idilliache di vita pacifica e operosa (simboleggiata dal classico trattore) ed inquietanti ricordi di guerra, ma anche disegni, fotografie e plastici di importanti strutture architettoniche. La mostra, curata da Bettina M. Busse e realizzata in collaborazione con la Korean Art Gallery e la Paektusan Academy of Architecture di Pyongyang, non è stata neanche facile da realizzare sia per questioni logistiche che per motivi di sicurezza.

Le opere sono state trasportate prima in camion da Pyongyang a Pechino, per poi giungere a Vienna su un jet Lufthansa. Una volta pagato il ticket, poi, i visitatori devono sottoporsi a un controllo tramite metal detector (come negli aeroporti) e vengono costantemente sorvegliati da agenti nordcoreani in abiti borghesi dai visi inconfondibilmente all’orientale e dagli occhiali scuri… uno scenario che rende il tutto ancora più suggestionante!

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