“Borderline, artisti tra Normalità e Follia”

C’è un’originalità creativa che è quell’impulso puro e autentico che dà vita ad un’arte spontanea, ovvero priva dell’influenza della cultura che ne guida, e a volte schematizza, i processi, di questo ‘Automatismo psichico’ ne fanno parte quelle forme artistiche, inizialmente sottovalutate per poi destare interesse solo successivamente, come l’Art Brut (Arte Grezza), concetto inventato nella metà del Novecento per indicare produzioni artistiche realizzate dai non professionisti o dai pensionanti degli ospedali psichiatrici, completamente a digiuno di cultura artistica e proprio per questo creatori delle espressioni più spontanee.

Nel corso del tempo artisti e psichiatri hanno guardato alle esperienze artistiche nate in questo modo con sempre maggior interesse.

Il Mar, Museo d’Arte di Ravenna, accende i riflettori sull’Arte dei Folli o Arte Psicopatologica con una mostra che esplora la creatività e la follia dell’origine dell’arte dal titolo “Borderline, artisti tra Normalità e Follia. Da Bosh a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat”.

L’incerto confine tra arte riconosciuta e la cosiddetta arte dei ‘Borderline’, letteralmente ‘Linea di confine’, è esplorato da un percorso tematico nel quale si potranno ammirare sia capolavori di grandi artisti del ‘900, sia, a confronto, opere e dipinti di autori ‘Outsiders’ creati nei luoghi di cura dei malati mentali. I lavori di Art Brut saranno una presenza costante nel percorso della mostra.

Dopo un’ampia introduzione introspettiva con opere di Gèricault e Goya, l’esposizione prosegue con la prima sezione “Disagio della realtà”, con opere di Bacon, Basquiat, Tancredi, Wols, in relazione con i lavori d’Art Brut per un confronto tra il disagio raccontato dall’Arte ufficiale riconosciuta e la creatività degli alienati; “Disagio del corpo”, seconda sezione incentrata sul corpo con opere di Recalcati, Moreni, Fabbri, Perez, De Pisis, artisti del gruppo Cobra e del Wiener Aktionismus; “Ritratti dell’anima” che si concentra sul tema del ritratto e dell’autoritratto, da sempre forme di autoanalisi inconsapevole, dove poter ammirare opere di Ligabue, Kubin, Van Gogh e tanti altri; “Terza dimensione del mondo” è la sezione dedicata alle sculture, ai manufatti d’Art Brut con opere inedite di Gervasi; “Il sogno rivela la natura delle cose”, ultima sezione dedicata all’arte surreale, l’arte dell’inconscio, quella parte di noi associata al ‘sogno’ che invece diventa operante nella realtà ma si esprime senza freni raggiungendo una realtà superiore, la surrealtà, il viaggio nel surreale segue i fantasmi, le ossessioni, le visioni oniriche di artisti come Klees, Dalì, Ernst, Brauner, Masson.

La mostra “Borderline, artisti tra Normalità e Follia” è curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del Museo, e Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, ed è fruibile fino al 16 giugno.

In contemporanea a Parigi il Musèe d’Orsay ospita duecento opere che raccontano del ‘Romanticismo Nero’

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