Caravaggio e l’arte della fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj

Il titolo di questa rassegna, aperta al pubblico ancora fino al 26 settembre, richiama il concetto di evasione giocando sulla conversione di ben tre direttrici presenti nella mostra stessa. La prima riguarda la fuga dalla città verso la natura, rappresentata dalla predilezione di noti personaggi dell’alta nobiltà ad edificare meravigliose ville in periferia ed ornarle con splendidi paesaggi e particolari marine. La seconda, invece, è proprio la “Fuga in Egitto” della Sacra Famiglia per sottrarsi alla persecuzione di Erode, soggetto del famoso capolavoro di Caravaggio presente nell’esposizione. Infine, vi è la drammatica fuga da Roma di Caravaggio, dopo aver ferito per gelosia un notaio ed essersi rifugiato, nell’agosto 1605, a Genova. Qui gli fu chiesto di affrescare una loggia della stessa dimora nella quale oggi ha luogo la mostra.

Nei restaurati interni della Villa del Principe, la più grande e lussuosa residenza aristocratica del capoluogo ligure, sono esposti ben ottanta quadri raffiguranti paesaggi, tutti tratti dalle Collezioni delle diverse sedi della Dinastia Doria Pamphilj. La mostra è stata curata da Massimiliano Floridi ed evidenzia come le dimore siano state allestite seguendo sempre la pittura di paesaggio. L’esposizione, infatti, delle ottanta tele (molte delle quali inedite) mostra una raccolta delle più notevoli opere di pittura di paesaggio realizzate tra i secoli Seicento e Settecento.

Si ripercorre così l’evoluzione spazio-temporale della moda della ‘pittura in villa’ che distoglieva lo sguardo dalla tradizione dei ritratti e dei dipinti a soggetto religioso per indirizzarlo verso i paesaggi, fondamentali nelle residenze fuori città.

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