Censurato a Parigi il nudo di Larry Clark

Quasi impossibile a credersi. La città dell’amore, nonché focolare di movimenti a dir poco epici (quali la rivoluzione francese e il Sessantotto) e portabandiera del valore della libertà, si macchia di un atto di censura. A subire l’attacco è stato il fotografo americano Larry Clark durante la sua esposizione parigina apertasi qualche giorno fa. Gli scatti sotto accusa ritraggono adolescenti nudi mentre prendono confidenza con la sfera sessuale. E così all’entrata ad ogni giovane visitatore è richiesto il documento di riconoscimento… se si è minorenni, scatta la censura. La decisione è stata presa dal comune di Parigi poiché spinto dalle disapprovazioni mosse da alcune associazioni. Si ricorda a tal proposito lo scompiglio che si ebbe nel 2000 quando gli organizzatori della rassegna sull’infanzia intitolata ‘Presunti innocenti’ vennero accusati di pedofilia, affrontando un iter legale durato anni. I diretti interessati soggetti a tale divieto, però, hanno mosso dal canto loro un’obiezione nient’affatto immotivata ed insensata. Gli adolescenti, infatti, ritengono inutile questo veto visto che possono tranquillamente vedere le foto censurate su Internet. La stessa accusa è mossa anche dai media e dai politici, come la socialista Ségolène Royal, i quali ritengono sufficiente un previo avviso ai genitori. Lo stesso artista sessantasettenne afferma che le foto sono disturbate così come lo è l’arte stessa. Il sesso e il nudo, poi, sono parte della vita. Infine, infine, rincuora i minorenni dicendo loro che possono trovare le foto nel web ed aggiungendo “D’altronde censurarmi è come dire ai propri figli di non navigare online”.

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