Claude Monet, un viaggio nel cuore della sua arte e della sua vita

 

Pavia, presso le Scuderie del Castello Visconteo, fino al 15 dicembre, ospita una mostra non solo da osservare, poiché non si tratta di una semplice esposizione di capolavori ma di un ‘viaggio’ emozionale, un’inedita modalità di presentazione che così come è concepita sembra rispecchiare a pieno la ‘poetica’ dell’artista trattato, Oscar Claude Monet, indiscutibilmente riconosciuto come “il più ‘impressionista’ tra gli Impressionisti”, Maestro che, ad un certo punto della sua produzione, ha avuto a cuore, più che la descrizione della realtà, il cogliere l’impressione, il destare dunque stupore, emozione: ecco che oltre ai suoi dipinti, provenienti da prestigiosi musei ed importanti sedi di tutto il mondo, ci si potrà immergere in un percorso multisensoriale, totale, che espone e coinvolge… ‘impressiona’…, fatto di immagini, suoni, profumi, parole dal sapore poetico e malinconico, una visita che prosegue oltretutto anche all’esterno dello spazio espositivo, quasi a ricordare i temi cari all’artista, il paesaggio, la luce, l’aria aperta.

Monet au coeur de la vie” è la ricca rassegna dedicata all’artista francese che già nel titolo preannuncia l’anima dell’esposizione: un viaggio nel cuore della vita di Monet, non solo attraverso le sue esperienze di ‘artista’, dunque, ma che avvicina il visitatore anche alla sfera umana del Maestro.

La mostra ripercorre le tappe principali della sua produzione e delle sue esperienze, dagli inizi fino alla grande maturità, e lo fa come fosse un suggestivo racconto a 6 voci: gli esordi di Monet, le scelte professionali, personali, sentimentali, sono narrate da Adolphe Monet, il padre del pittore; nella sala successiva è Eugene Boudin, pittore e primo maestro di Monet ad immergere i visitatori negli anni giovanili dell’artista, caratterizzati dai primi esperimenti di pittura en plein air e da scelte stilistiche innovative; Camille Doncieux, prima moglie dell’impressionista, madre dei suoi figli, la quale ebbe un ruolo centrale nella produzione artistica di Monet, fu sua musa e modella, racconta il periodo più fecondo dell’arte del pittore; i successivi anni caratterizzati da una serie di avversità sono raccontati da Georges Clemenceau, politico francese, amico e grande sostenitore di Monet; Alica Hoschedè, seconda moglie di Monet, narra ai visitatori gli anni carichi di ispirazione caratterizzati da numerosi viaggi, anni dove nascono i più grandi capolavori impressionisti del maestro francese, dove abbandona la rappresentazione della figura umana e comincia a dipingere la natura; Blanche Hoschedè, figlia di Alice ed allieva di Monet, chiude la ‘narrazione’ raccontando l’ultimo grande amore del pittore: il giardino della sua casa a Giverny.

L’evento è a cura di Philippe Cros.

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