Dal ‘singolo artista’ alla ‘coppia artistica’. Una nuova soggettività, il Noi, in “Relazioni Reciproche”

Nella storia dell’arte la ‘coppia’ è stata solitamente indagata attraverso l’opera d’arte, dipinti, ritratti, sculture che raffiguravano coniugi, fidanzati, amanti, o parenti, amici, e a realizzarle era il genio dell’artista singolo.

Nella scena contemporanea si sta diffondendo una nuova modalità operativa dove la ‘coppia’ non è più solo oggetto di rappresentazione artistica bensì ‘duo artistico’: il lavoro artistico di coppia, che fonde l’Io di due geni in una nuova soggettività, quella del Noi; ‘nuova’… o forse ‘antica’ direbbe Platone pensando all’antica perfezione costituita da Due esseri fusi in Uno, un ‘Uno’ armonico e dall’invincibile forza, quella atavica completezza che, invidiata, venne divisa in due parti singole cosicchè da allora le due individualità, deboli ed incomplete, vanno alla costante ricerca della propria ‘altra metà’, quell’anima gemella alla quale ricongiungersi per ritornare al naturale stato di totalità, felicità, forza, perfezione.

Se il Mito di Platone spiegava così l’Amore, oggi invece partendo dallo stesso principio di ‘relazione’ potremmo spiegarci anche questo recente fenomeno culturale, oltre che sociale (dunque senza necessariamente riferirci soltanto all’ambito sentimentale), dove al ‘singolo artista’ si afferma la ‘coppia artistica’.

Gli esordi del processo che induce l’artista ad abbandonare la creazione solitaria in favore della ricerca condivisa è il tema indagato da “Relazioni Reciproche”, una ricca esposizione fruibile fino al 24 novembre presso Sala alla Porta S. Agostino, Bergamo.

Sono 7 le coppie di artisti in mostra, selezionati per la loro scelta di lavorare unicamente in coppia. Ogni duo presenta temi che appartengono alla propria realtà di coppia: corpo, mente, mito, quotidianità, luoghi, persone, degrado urbano e sociale, umanesimo, zoologia, storia, finzione, rabbia, eleganza, e molto altro.

Le sette coppie di artisti sono Alis/Filliol, Bianco-Valente, Botto&Bruno, Cuoghi e Corsello, Ferrario Freres, Mocellin Pellegrini, Richard Sympson. Alcuni, complici per aver assecondato la naturale convergenza delle loro ‘visioni’; altri, compagni nell’arte ma anche nella vita, ma di certo tutti consapevoli della ricchezza imparagonabile dell’Unione al punto da concretizzarla. “…Tra di noi tutto è fuso insieme, abbiamo costruito le nostre esistenze avendo la necessità di condividere tutto. Di stare insieme per respirare.”, raccontano ‘Botto&Bruno’ nel descrivere la favola del loro connubio d’amore e d’arte.

L’esposizione, che risulta essere una ‘relazione’ a tutto tondo, tra i due artisti di una coppia e tra le coppie, è incentrata su fotografie e video, mezzi che rappresentano più di ogni altro l’attuale scenario di vita fondato sul potere comunicativo delle immagini, basti pensare all’interazione di cui è capace la divulgazione tramite i social network.

E se le coppie di artisti in mostra sono sette, che il numero sette, un numero proprio di svariate realtà al punto da farne un numero storico, quasi magico, possa essere auspicio di un ulteriore prodigio: l’era del Noi?

 

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