“Et quid amabo nisi quod rerum metaphysica est?”, Giorgio De Chirico: Il Labirinto dei Sogni e delle Idee

Dal 29 aprile fino a settembre il Centro Saint Benin di Aosta propone una mostra dedicata a Giorgio De Chirico, “Il Labirinto dei Sogni e delle Idee”. L’esposizione presenta un’importante selezione di opere poiché si tratta di quei capolavori dell’artista raramente accessibili al pubblico e provenienti da collezioni private o museali.

Il Labirinto dei Sogni e delle Idee illustra il percorso all’insegna della Metafisica.

La vita artistica di De Chirico si può esemplificare attraverso due frasi epigrafiche che accompagnano due suoi ritratti, “E cosa amerò se non ciò che è Enigma?”, “E cosa amerò se non ciò che è Metafisica?”, e da una sua celebre affermazione “Sono Pittore classico”. L’Enigma, la Metafisica, la Classicità. Per l’artista l’Enigma è il mistero, l’inspiegabile, l’ignoto da svelare, la Metafisica è quella verità nuova, cioè diversa da quella usuale, metafisica appunto, che è presente in ogni cosa se solo si riuscisse a vederla o immaginarla estrapolata dal suo consueto contesto, la sua Classicità è il modo in cui De Chirico si definisce, ritiene di essere sempre stato “classico”, in linea con la tradizione pittorica basata sui concetti della classicità.

Alla base della concezione Metafisica del maestro ci sono gli studi di due filosofi quali Nietzsche e Schopenhauer ma sarà dall’incontro con l’artista Carlo Carrà che nascerà ufficialmente la sua pittura metafisica. Nel 1917, quasi fosse manifesto della pittura metafisica, De Chirico dipinge Le Muse Inquietanti, statue di manichini e corpi geometrici, enigmatiche presenze depositarie di un mistero inaccessibile, immerse in un tempo sospeso, in una realtà diversa, inusuale, di cui non sempre siamo consapevoli ma che esiste: metafisica, se solo si riuscisse a percepirla.

L’arte di De Chirico venne definita da alcuni critici “pittura di sogni”, perchè sembrava dipinta nel sogno. “Il Labirinto dei Sogni e delle Idee”, a cura di Luigi Cavallo con Franco Calarota, presenta la suggestiva arte di Giorgio De Chirico attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni e 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore.

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