Finarte tira un po’ le somme

Dopo le tre aste preparate da Finarte per l’inizio del secondo semestre è ora di vedere come sono andate. Il ricavo totale delle vendite si aggira intorno ai due milioni di euro, senza prendere in considerazione la vendita “Arredi e Dipinti Antichi” di Palazzo Correr (situato nel sestiere di San Marco, presso Piazza San Marco a Venezia) tenutasi il 29 e il 30 settembre.

Il consueto appuntamento milanese con l’asta di orologi e preziosi (verificatosi il 28 settembre con la messa in vendita di circa 400 lotti) ha realizzato circa 400 mila euro. Anche l’asta di arte moderna e contemporanea (avutasi il 29 settembre) ha raggiunto buoni risultati con un ricavato di più di 600 mila euro e un venduto del 73%. A Viterbo, invece, la raccolta dell’ Antichità Fiorillo ha totalizzato circa un milione di euro. Un ottimo risultato questo soprattutto se si considera che solo qualche settimana fa si vociferava aria di crisi e il titolo della casa d’aste meneghina è stato sospeso a tempo indeterminato in borsa.

Il 22 ottobre prossimo si terrà l’assemblea dei soci, la quale dovrà ratificare un aumento di capitale a copertura delle perdite. Se Finarte procederà a tagliare le spese sugli affitti delle sedi e del personale (circa 50 dipendenti) lo storico marchio ha ottime chanches per rientrare in corsa su un mercato che mostra segni di ripresa.

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