Fisicità e sensibilità con due artiste israeliane in “Falling in line”

Fino al 25 febbraio presso la Galleria Marie-Laure Flaisch in Roma, “Falling in line” sarà la prima delle mostre previste per l’anno 2012 nell’ambito del progetto “About Paper. Israeli Contemporary Art“. Le protagoniste sono artiste di generazioni differenti ma tutte di origine israeliana.

Maya Attoun, nata a Gerusalemme nel 1974, e Hilla Ben Ari, nata Kibbutz Yagur nel 1972, sono le protagoniste di “Falling in line”. Il titolo della mostra ricorda per assonanza fonetica la frase “Falling in love” introducendo un degli argomenti affrontati dalle artiste, la relazione quasi inscindibile tra ondeggiamento fisico e fluttuazione emotiva. Le opere sebbene differenti, delle due artiste israeliane, sembrano intrecciarsi e completarsi in un unico racconto quasi da confonderli come lavori di un’unica artista. Come si evince dallo stesso titolo della mostra a caratterizzare i rispettivi lavori saranno gli elementi lineari.
Linee che si intrecciano, che attraversano griglie, tessiture a zig zag, alcune reali, altre immaginarie, danno vita a soluzioni che si dividono tra ordine e caso.

Maya Attoun, sarà in mostra con una serie di istallazioni dove il disegno, la carta, il wall paper sono gli elementi ricorrenti intesi nella loro continua evoluzione, non mancheranno anche installazioni sonore, sculture, oggetti trovati e di uso quotidiano. Temi visuali, nozioni scientifiche e riferimenti letterari costituiscono ciascun lavoro. Una delle sue creazione è “Moving”, un’installazione sonora caratterizzata da un giradischi sul quale è posto un piatto rotto, in ceramica. Il suono viene emesso dall’ago che salta sulla frattura del piatto evocando così uno stato sensibile dell’essere.

Hilla Ben Ari, esporrà una serie di lavori realizzati appositamente per la mostra. La carta e i fili sono elementi prediletti dall’artista, e argomento ricorrente è la figura della donna. Difatti nelle creazioni della Ben Ari troviamo spesso soggetti femminili, soprattutto ginnaste e circensi. Nelle sue istallazioni mancano sempre le mani, elemento importantissimo per rapportarsi al mondo, quasi a sottolineare lo sforzo maggiore, sia fisico che mentale, che le donne devono mettere in atto per relazionarsi.

Le altre mostre successive vedranno la partecipazione di altre artiste israeliane quali: Yifat Bezalel, Maya Zack, Etty Abergel, Yael Balaban, Ofri Caani.

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