“Fortuny e Wagner. Il Wagnerismo nelle arti visive”

“La vicinanza di Wagner è la mia consolazione… Ciò che io laggiù imparo e vedo, ascolto e intendo, è indescrivibile. Schopenhauer e Goethe, Eschilo e Pindaro vivono ancora…”, raccontava Nietzsche che da giovane era un fervente ammiratore di Richard Wagner.

Il compositore tedesco generò un vero e proprio fenomeno, il ‘wagnerismo’ esercitò una notevole influenza sulle arti visive in Italia tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, così in occasione del bicentenario della nascita di Wagner, che ricorre appunto nel 2013, il Museo Fortuny in Venezia, fino all’8 aprile, presenta una grande mostra frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno all’influenza, a livello iconografico ed estetico, dell’operista romantico. La mostra è a cura di Paolo Bolpagni, con l’allestimento di Daniela Ferretti.

Parecchie furono le reazioni nel mondo artistico a questa personalità, diviso tra ‘wagneriani’ ed ‘antiwagneriani’, eppure Wagner riunì in se stesso, quindi in una sola persona, la figura di compositore musicale e quella di librettista, mirava alla realizzazione di un’opera d’arte totale “Wort – Ton – Drama”, “Parola – Musica – Dramma”, proprio quando la musica conquistava un primato nel sistema delle arti e quale linguaggio assoluto la musica veniva considerata come forma espressiva ideale, addirittura Nietzsche, nel primo periodo del suo pensare, scorse in Wagner l’incarnazione emblematica della musica, quella musica-arte che il filosofo vedeva come l’ideale per la rinascita della cultura tragica.

La mostra veneziana si pone fondamentalmente come un omaggio non solo a Richard Wagner ma anche e contemporaneamente al primo tra tutti i wagneriani: Mariano Fortuny, nonché a decine di altri pittori che furono ammaliati dal mito wagneriano, un’influenza che non si ferma in Italia e al Novecento ma va oltre poiché la mostra espone anche opere di artisti internazionali e contemporanei, una rassegna che così assume il carattere di un ‘dialogo’ tra opere, artisti e tempi, con l’unico denominatore comune: il wagnerismo.

Sede più appropriata della Casa-Museo di Mariano Fortuny non poteva esserci per “Fortuny e Wagner. Il Wagnerismo nelle arti visive”, Fortuny realizzò il ‘Ciclo wagneriano’ che per la prima volta viene esposto integralmente: 47 dipinti, incisioni, bozzetti, acqueforti, che insieme alle altre opere in mostra, come sculture, documenti, contano circa 150 lavori, il tutto tenuto insieme dalla musica di Wagner che accompagna la fruizione della mostra.

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