From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars…

Tomás Saraceno è un artista argentino, architetto di formazione. Le sue straordinarie opere richiamano problematiche d’attualità come quelle ambientali, o le difficoltà relative alla sovrappopolazione e alle migrazioni. Le biosfere protagoniste della sua rassegna From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars… potrebbero, così, essere interpretate come esempi di ambienti umani alternativi. La mostra, allestita da Francesca Pasini in collaborazione con la galleria Pinksummer di Genova (che rappresenta Saraceno in Italia), è visitabile ancora fino al 12 settembre presso la Fondazione Remotti di Camogli (GE).

L’artista argentino fonda i suoi capolavori su una ricerca che intreccia cultura e natura, rifacendosi spesso a studi scientifici come la creazione delle nuvole e delle bolle di sapone. Le opere esposte a Camogli, per esempio, si basano sul cosiddetto ballooning, ovvero al modo con cui molti aracnidi sfruttano il vento per spostarsi anche per lunghi tragitti. I capolavori sono degli impianti di oggetti riempiti di elio e ricoperti da una pellicola acrilica. Le meravigliose opere di Saraceno non sono ammirabili solo in Italia, poiché a fine febbraio l’artista argentino ha inaugurato una personale alla Bonniers Konsthall di Stoccolma durante la quale ha esposto il più grande modello di ragnatela di ragno vedova nera. Le sue biosfere sono state mostrate anche all’interno della rassegna RETHINK Contemporary Art & Climate Change allo Statens Museum for Kunst di Copenhagen e il 26 marzo la galleria danese Andersens Contemporary ha inaugurato la sua mostra personale del 2010. Proprio quest’ultima galleria rappresenta l’artista argentino in tutta Europa, mentre negli Stati Uniti è seguito dalla galleria Tanya Bonakdar di New York.

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