“Giacomo Balla coloratissimo e luminosissimo. I Collages 1914-1925”

 

“Un artista di rilevanza internazionale che fa parte del movimento italiano più importante del mondo”, è così che Estemio Serri definisce Giacomo Balla, artista torinese tra i primi protagonisti del divisionismo italiano divenuto poi esponente di spicco del Futurismo seppur trattandolo in forma autonoma.

La Galleria Cinquantasei di Bologna ha l’onorevole merito di aver allestito una mostra che nessuna istituzione italiana ha sostenuto, come dichiara Serri, fondatore storico dello spazio espositivo, dove poter trattare con il giusto impegno e riconoscimento le opere e la persona di Giacomo Balla.

Balla coloratissimo e luminosissimo. I Collages 1914-1925” è fruibile fino al 1 giugno, una mostra di tipo museale con opere non in vendita pur essendo allestita in una Galleria privata. Come anticipa il titolo, la rassegna ospita il cinquanta per cento dei collages conosciuti di Giacomo Balla, circa quindi 35 collages realizzati tra il 1914 e il 1925 che non sono mai stati esposti nemmeno a livello museale, e dal momento in cui le opere di questo genere ritrovate e classificate nel mondo sono solo una settantina la mostra può essere definita un’anteprima mondiale assoluta.

Nel periodo della guerra, Balla sperimenta una nuova tecnica: il collage di carta colorata, la tecnica si presta a creare dipinti di tono assolutamente ‘astratto’.”, così scrive il critico Maurizio Fagiolo dell’Arco, fu probabilmente la scarsità di materiale del periodo bellico a spingere Balla a servirsi di pezzi di carta colorati trovati in giro ma si ritiene che oltre la probabile ed iniziale necessità, il punto sia ‘la ricostruzione futurista dell’universo’, dove lo studio del colore e della luce che caratterizzò la sua opere divisionista fu l’inizio del percorso approdato al futurismo, costituito inizialmente da forme astratte e geometriche, combinazioni di linee, fasce luminose e vibrazioni del colore.

La maggior parte delle opere in mostra, ad ingresso gratuito, proviene da enti e prestigiose collezioni private. L’esposizione è completata infine dalla sezione “Giacomo Balla”, con circa 25 opere dal 1904 agli anni ’50, dedicata all’uomo e all’artista, curata da Claudio Spadoni, che ha l’intento di contestualizzare l’opera per offrire una visione completa al visitatore.   

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