Giovanni Frangi inquieta con la sua “règle du jeu”

Un’atmosfera inquietante è stata creata nel Teatro India, presso la capitale italiana, per accompagnare la rassegna di Giovanni Frangi (Milano, 1959) inaugurata ieri 28 settembre. “La règle du jeu” è un impianto di ben sei grandi tele dalle medesime dimensioni, ovvero 4,20 x 2,60 m. I quadri sono la scansione della stessa immagine ripetuta e raffigurante un parco con le luci e le ombre tipiche della sera. Uno spettacolo, dunque, molto conturbante il quale suscita inevitabilmente nello spettatore molte domande su cosa è avvenuto e cosa ancora dovrà accadere. Le opere sono state realizzate durante l’estate appena trascorsa e rappresentano l’evoluzione di “Giardini pubblici”, elaborazione presentata a giugno al Mart di Rovereto (durante la rassegna “La scelta del museo”).

La cura della mostra è stata affidata a Massimo Recalcati, uno dei più famosi psicoanalisti italiani, il quale è anche l’autore del saggio nel catalogo. Nel suo recente volume “Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica” Recalcati scrive fra l’altro: “Nel confronto avvincente di Frangi con il nero non è tanto il richiamo alla materia già presente del resto nel primo tempo della produzione, a rafforzarsi, ma è il corpo a corpo con il limite e la risorsa del colore a venire in primo piano. Egli insegue il colore sino al punto di inabissamento, lo accompagna appunto verso la sua notte, prova a cercare la luce nel suo momento di affermazione inaugurale, nel suo provenire dalla notte”.

La rassegna sarà aperta fino al 7 novembre.

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