Gli aspetti incontaminati del nostro pianeta, è l’obiettivo dell’obiettivo fotografico ed interiore si Sebastiao Salgado

 

L’origine del mondo, la grandiosa bellezza ed i suoi elementi primordiali ancora incontaminati, la terra, la flora, la fauna, gli animali, le popolazioni indigene, l’equilibrio tra gli esseri e l’ambiente… tutto questo è ‘Genesi’, la mostra fotografica di Sebastiao Salgado.

È il nostro pianeta, inteso nei suoi aspetti, valori e risorse originarie, il fulcro dell’interesse di Salgado, il più onorevole fotografo reporter del nostro tempo. Le oltre 200 eccezionali fotografie, in un bianco e nero storico, sono esposte a Roma presso l’Ara Pacis, fino al 15 settembre, ma fanno parte di un progetto di mostre itineranti che si svolgeranno in contemporanea ad altre, oltre Roma, ‘Genesi’ è a Londra, Rio de Janeiro, Toronto e raggiungerà altre città, tra le maggiori metropoli mondiali.

La ricca esposizione è il frutto di anni di viaggi in cui Salgado si è dedicato alla conoscenza di luoghi e popolazioni ancestrali, ha interagito, documentando, con i più particolari aspetti dei 5 continenti, con le più rare bellezze del nostro pianeta vivendo negli habitat naturali di numerose specie animali, ospitato da popolazioni indigene.

La mostra è suddivisa in sezioni che si riferiscono alle zone geografiche in cui il reporter ha realizzato le fotografie: il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il Grande Nord, l’Amazzonia e il Pentanal.

L’ho chiamato ‘Genesi’ con il desiderio di tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua, al fuoco, alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento, alle remote tribù dagli stili cosiddetti primitivi e ancora incontaminati, agli esempi di insediamenti e organizzazione umana primigenie. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino di innocenza”, racconta l’autore.

Lo sguardo interiore di Sebastiao Salgado risulta essere una preziosa testimonianza dell’antropologia planetaria, ma anche un monito a tutelare questo mondo ancora puro, affinchè ‘progresso’ non significhi ‘distruzione’.

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