I Manzù della Galleria nazionale e “dintorni”. Scultura italiana del novecento

Sono trascorsi 20 anni dalla scomparsa dello scultore Giacomo Manzù (Bergamo 1908 -Ardea,Rm 1991) uno tra gli scultori italiani di riferimento del XX secolo.

Presso la Raccolta Manzù di Ardea è stata allestita una rassegna celebrativa dal titolo I Manzù della Galleria nazionale e dintorni.

Dal sottotitolo Scultura italiana del Novecento, la mostra presenta un significativo nucleo costituito da un gruppo di opere in bronzo di proprietà della GNAM Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.

Si ha così un’ampia panoramica sulla produzione degli anni 1955-1970 grazie alla Raccolta Manzù e per mezzo della GNAM si presentano testimonianze relative al forte impegno etico di Manzù all’approssimarsi della seconda guerra mondiale.

Tra i capolavori messi in esposizione, si citano tre dei cinque bassorilievi delle collezioni GNAM appartenenti alla celebre serie di Crocifissioni e Deposizioni del 1939-1941, esposte per la prima volta alla Galleria Barbaroux di Milano nel medesimo biennio.

Per “dintorni” (presenti nel titolo) ci si riferisce a lavori realizzati in bronzo da scultori di spicco del nostro Novecento. Tali opere sono considerate particolarmente relazionabili, da un punto di vista sia iconografico che cronologico, con alcune sculture della Raccolta Manzù, rafforzando così ulteriormente la proposta di “ponte” tra le due istituzioni museali.

Si citano ‘Ragazzo al mare’ di Francesco Messina, bronzo del 1934 esposto alla II Quadriennale romana del 1935 e successivamente acquistato dalla Galleria nazionale, e ‘Giocoliere’ di Marino Marini, bronzo del 1946 acquistato dalla GNAM alla XXVI Biennale di Venezia del ’52.

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