I nuovi linguaggi dell’arte: una frase di Giovanni Verga visibile solo tramite app iPhone

La realtà virtuale imperversa in ogni ambito ed il mondo dell’arte non ne è estraneo. Al Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo di Riso a Palermo, il quale soprattutto per il suo recente percorso istituzionale rappresenta un grande contenitore di significato artistico per la città, dal prossimo 7 dicembre si svolgerà un doppio appuntamento che ruoterà intorno all’utilizzo delle nuove tecnologie.

In un primo momento si indagherà sul concetto di immaterialità e sul nuovo rapporto tra opera e spazio virtuale con l’intervento di esperti, successivamente si inaugurerà un’opera realizzata da Studio ++ (Studio plus plus): “Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”.

Studio ++ è un collettivo fondato nel 2006 da Fabio Ciaravella, Umberto Daina, Vincenzo Fiore, e costruisce nuovi impianti cognitivi e nuovi dispositivi adoperando le proprietà dei materiali, le leggi fisiche a cui sono sottoposti, nuove tecnologie.

L’istallazione presentata a Palazzo di Riso è la frase che dà il titolo all’opera, tratta da i Malavoglia di Giovanni Verga, sarà visibile solo attraverso un’applicazione per iPhone scaricabile dall’App Store, basterà quindi puntare il telefonino sul “Qcode” (un particolare codice visibile per l’appunto solo tramite iPhone) collocato virtualmente sulla facciata di Palazzo Riso e la scritta apparirà grazie alla tecnologia della Realtà Aumentata. L’istallazione poi entrerà a far parte della collezione permanente del Museo.

Questa opera è figlia di quel principio di condivisione che appartiene al nostro tempo perché, nello spazio virtuale che creano le nuove tecnologie, si ampliano gli spazi pubblici e le possibilità di intervento ed espressione.

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