I PECCATI CAPITALI SONO OTTO, di Dario Ghibaudo.

Secondo Aristotele il filosofare nasce dalla meraviglia, ovvero lo stupirsi davanti alle cose, uno stupore che porta ad interrogarsi sul mondo e sul rapporto con esso. L’artista Dario Ghibaudo, originario di Cuneo trasferito a Milano, fa sua la massima di Rousseau “Innaturale è tutto ciò che viene educato all’uomo” cosicché la sua riflessione sull’innaturale porta nel 1993 alla produzione di un nuovo percorso artistico: Il Museo di Storia Innaturale.

Il museo di snoda seguendo un percorso a sale dove ogni sala è intitolata ai diversi campi di indagine scientifica a tratti ironica.

La personale di Dario Ghibaudo, in mostra dal 2 novembre al 24 dicembre 2011, rientra a pieno nel concetto espresso dal Museo di Storia Innaturale. Nella sala XV troviamo l’esposizione dell’artista intitolata “I Peccati Capitali sono Otto”. In questo progetto viene focalizzata l’attenzione sui vizi umani della tradizione cattolica rappresentati su antichi tappeti islamici da preghiera. Ai sette vizi di tradizione cattolica, l’artista ne aggiunge un ottavo: il razzismo. Ogni vizio viene rappresentato con un’originale tecnica di riproduzione: l’immagine digitale di un cervello umano le cui aree neurologiche interessate alla funzione di ciascun vizio vengono messe in evidenza da un colore differente, a testimoniare come i vizi siano parte naturale delle attività mentali dell’essere umano indipendentemente dalla confessione professata.

La ricerca dell’artista “travestita” da indagine scientifica, riguarda più che altro la condizione umana.

La personale è in mostra dal 2 novembre al 24 dicembre presso la Galleria Gilberto Zabert, Piazza Cavour 10, Torino.

Orario: 10.30-13.00 / 15.00-19.00, chiuso lunedì mattina e domenica.

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