“Il Cavaliere Calabrese Mattia Preti. Tra Caravaggio e Luca Giordano”

 

La sua memoria… di forza così terribile che al suo confronto l’opera di un altro pittore convien che resti abbattuta (…) e la sua espressione… che movendo le passioni atterrisce gli spettatori”, è quanto Bernardo De Dominici disse di Mattia Preti, uno dei più importanti esponenti della pittura napoletana e del ‘600, attivo in Italia e a Malta, detto anche il Cavaliere Calabrese perché nato in Calabria e ordinato Cavaliere di Malta da Papa Urbano VIII.

In occasione del quarto centenario della nascita di Preti, tra le tante iniziative organizzate in onore, anche la Reggia di Venaria Reale, Torino, fino al 15 settembre celebra l’artista con una mostra dal titolo “Il Cavaliere Calabrese Mattia Preti, tra Caravaggio e Luca Giordano”.

Con il suo ricco patrimonio di genialità, il ‘600, secolo iniziato con il prestigio di Caravaggio e terminato con quello di Giordano, è stato uno dei periodi della storia dell’arte più interessanti. Mattia Preti fu infatti folgorato dall’ardore dei grandi artisti del tempo, in particolar modo da Caravaggio, il percorso espositivo nelle Sale delle Arti di Venaria è, dunque, un’importante selezione di opere del pittore calabrese, circa 40, opere provenienti da 25 collezioni tra pubbliche, private, italiane, maltesi, inglesi, presentate insieme ad importanti dipinti di Caravaggio e Luca Giordano. La mostra si apre infatti con “Il Riposo durante la fuga in Egitto”, una delle più note opere del Merisi. Queste presenze diventano non solo un’interessante dialogo ma ne rivelano l’influenza che queste genialità ebbero su Mattia Preti e la sua arte.

“Il Cavaliere Calabrese Mattia Preti. Tra Caravaggio e Luca Giordano” è a cura del noto creitico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi e di Keith Sciberras, professore di Storia dell’Arte all’Università di Malta.

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