Il ‘fotografo del pensiero’, Luigi Ghirri omaggiato in “Pensare per Immagini”

 

Ogni sua fotografia è uno scritto di pensieri, un po’ come un concetto filosofico, un po’ come un’illuminazione”, è quanto il fotografo Oliviero Barbieri racconta di Luigi Ghirri, maestro indiscusso della fotografia in Italia, internazionalmente invidiato anche se per alcuni ancora poco conosciuto.

Il MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, Roma, fino al 27 ottobre ne omaggia il genio con la mostra “Luigi Ghirri. Pensare per Immagini”, l’esposizione è concepita in tre sezioni tematiche, non cronologiche, per echeggiare il criterio logico che Ghirri amava usare nel suo lavoro.

La prima sezione “Icone” si raggruppa dal punto di partenza dell’arte di Ghirri, da quando era in confronto con gli artisti concettuali ed espone ‘icone’ del quotidiano. “Paesaggi”, seconda sezione, tratta segni di paesaggi naturali e segni, segnali, insegne di paesaggi artificiali, paesaggi sospesi, quasi metafisici. Ghirri fu uno dei primi artisti ad indagare ciò che c’era attorno alle città: le periferie. Conobbe il mondo, lo guardò attraverso i suoi occhi, attraverso il suo obbiettivo fotografico ed infine attraverso il modo in cui gli altri guardavano il mondo, ma nonostante questo il suo sguardo sulla terra, l’Emilia Romagna, è sempre stato affettuoso “Il mondo è bello, ma la mia storia è qui”, raccontava Ghirri, a ricordare le parole dell’artista è Laura Gasparini, curatrice della mostra insieme a Francesca Fabiani, e Giuliano Sergio. L’ultima parte della mostra, intitolata “Architetture”, illustra le architetture ma in un modo particolare perchè non le estrapola dal contesto ma le fotografa bensì nel paesaggio nel quale sono immerse, alcune foto sono seriali, come le saracinesche, le porte, le finestre, atre invece riguardano spazi interni. A rivelare l’evoluzione stilistica delle fotografie di Ghirri è anche il loro colore.

Accanto agli oltre 300 scatti fruibili al MAXXXI, sono presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati, le riviste, le cartoline illustrate, le fotografie anonime collezionate, le copertine di dischi testimoni del poliedrico Ghirri sta volta appassionato di musica, difatti fu curatore di copertine di numerosi album come di Lucio Dalla, Gianni Morandi, CCCP Fedeli alla linea e tanti altri, le recensioni e ciò che testimoniava la sua attività di editore, critico, curatore.    

“Pensare per Immagini” è nata dalla collaborazione tra il MAXXI, il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, istituzione che custodisce molti dei documenti originali del suo archivio.

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