Il Museo Laboratorio della Mente. L’arte incontra la psichiatria e fa conoscere “da dentro” e “da fuori” il mondo delle alterità mentali

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, da vicino nessuno è normale.”, così Franco Basaglia raccontava il senso umanissimo della follia, battendosi per la dignità del malato-persona e passando alla storia per la legge 180 che operava la revisione radicale degli ospedali psichiatrici italiani. Nel corso degli anni il mondo del disagio mentale ha vissuto un progressivo riscatto, anche grazie al contributo della ricerca e dell’arte che hanno fatto luce con testi, documentari, laboratori, progetti, mostre e quant’altro, sull’identità, la creatività, l’intelletto del malato.

Nel 2000 a tal proposito nasce a Roma il ‘Museo Laboratorio della Mente’, proprio dove c’era l’ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà fondato nel ‘500 e chiuso nel 1999. Tutt’oggi l’obiettivo del Museo, oltre a ripercorrere la storia dell’ex Ospedale attraverso un archivio di documenti cartacei e audiovisivi e a custodire quindi il patrimonio storico, documentale e scientifico che questo luogo conserva, permette ai visitatori di avere molte nozioni di conoscenza sull’universo delle alterità mentali. L’elemento base d’attenzione è la ‘Diversità’ intesa come ‘risorsa’, caratteristica includente non escludente e soprattutto peculiare, il Museo insegna alle persone anche l’importanza della ‘comunità’, l’andare in contro ai ‘limiti’ non nascondendoli in un manicomio ma affrontandoli come un lavoro ‘comune’.

Il percorso che il Museo Laboratorio della Mente offre è narrativo, il filo conduttore è il racconto: del prima e dell’oggi, del di dentro e del di fuori, a rendere questa metafora è un muro, una barriera in plexiglas che separa il percorso museale e che permette ai visitatori di sentirsi parte di questa esperienza stando all’interno o all’esterno di questo muro, ‘entrando dentro’ fisicamente e percettivamente, per la prima volta, in un mondo a loro estraneo. Inoltre nei vari ambienti sono stati collocati dispositivi interattivi che invitano i visitatori ad immedesimarsi nel mondo degli internati, nella loro emotività, nella loro quotidianità, a conoscere il dramma vissuto dai pazienti, la percezione collettiva del fenomeno della follia, le stanze dell’ospedale prima della chiusura.

È un viaggio attraverso le vie della differenza, dell’irregolarità, dell’alienazione quotidiana, dell’urgenza di comunicazione, ascolto, contatto.

Il Museo Laboratorio della Mente è in fase di crescita, ai suoi esordi era supportato né da esperti né da curatori ma esclusivamente da clinici provenienti dall’area della salute mentale, successivamente ha necessitato e ricevuto l’appoggio di esperti e fu Studio Azzurro, un gruppo di artisti dei nuovi media, che ha reinventato e riscritto il percorso del Museo curandone tutti gli allestimenti (l’ultima istallazione è stata “Portatori di Storie”). Attualmente il Museo riceve mediamente 400.000 visitatori l’anno e nel 2013 ne prevede molti di più in virtù dell’apertura di un orario continuato.

Per visitare il museo non è richiesta prenotazione.

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