Il Novecento del Sol Levante, 50 anni di cultura nipponica a Roma

Nel dicembre del 1962 è stato fondato il Japan Foundation, il primo Istituto di Cultura Giapponese voluto dal governo giapponese per diffondere all’estero il proprio patrimonio culturale classico, moderno e contemporaneo. Mezzo secolo di storia che la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna) di Roma ed il Museo d’Arte Moderna di Kyoto celebrano con una ricca rassegna dedicata all’arte giapponese del Novecento, uno dei periodi più fecondi per il Paese del Sol Levante, un periodo di grandi passaggi e trasformazioni introdotte dall’Imperatore Meiji, il cui regno durò da 1868 al 1912, che aprì il Giappone alle innovazioni che provenivano dall’Occidente. “Il Novecento del Sol Levante” mostra, per la prima volta in Italia, un periodo ancora poco esplorato della storia del Giappone.

La rassegna si tiene presso la GNAM di Roma ed è distinta in due fasi: la prima termina il 1 aprile, la seconda segue dal 4 aprile al 5 maggio con la sostituzione quasi totale del materiale espositivo, il motivo del ricambio è esclusivamente per ragioni di sicurezza e conservazione di opere particolarmente delicate. Lo ‘scambio’, l’interazione culturale, tra Oriente ed Occidente, iniziò intorno al 1870, grazie allo studioso americano Ernest Fenollosa, docente all’Università di Tokio e grande divulgatore. In breve tempo l’arte giapponese divenne molto famosa ed iniziò sia ad avere una notevole influenza sull’Occidente, sia a subirla. La più particolare differenza tra le due realtà era, e forse è,il diverso significato del rapporto tra arte ed artigianato. Nella concezione Occidentale c’è una netta distinzione tra il fine utilitaristico e l’aspetto estetico, ‘l’arte per l’arte’, ovvero, gli oggetti d’uso quotidiano erano interesse di tecnici o artigiani, mentre le forme d’arte, quindi lavori bellissimi ma di nessuna utilità pratica, erano appannaggio degli artisti. In Giappone invece tutto meritava una minuziosa attenzione e cura, anche l’oggetto più umile, utile e quotidiano era considerato arte, senza distinzione tra aspetto utilitaristico e aspetto estetico.

Alla GNAM sono proposti più di 100 dipinti e più di 50 opere d’arte decorativa, oltre ad una ricca selezione di arti applicate, provenienti dai più importanti Musei e collezioni private del Paese asiatico. La mostra è a cura di Masaaki Ozaki, Ryuichi Matsubara, Stefania Frezzotti.

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