“Illuminare l’Abruzzo. Codici Miniati tra Medioevo e Rinascimento”

Nel periodo tra l’XI e il XV secolo, l’Abruzzo fu il centro di straordinarie botteghe di professionisti i quali realizzavano opere negli stili più svariati. Botteghe, artisti, opere così rilevanti e numerose che tutt’oggi, grazie alle ricerche effettuate dagli studiosi in particolare nell’ultimo decennio, continuano ad essere scoperte, nonostante il cataclisma che nel 2009 ha colpito la regione ed anche il suo patrimonio artistico.

Fu quello il periodo in cui si compose l’eccellente patrimonio librario medievale e rinascimentale abruzzese, in particolar modo gli artisti realizzavano codici, fogli, manoscritti i cui testi erano completati da decorazioni, preziose come l’oro. Spesso i capolavori erano frutto di collaborazioni e di scambi: artisti diversi che univano i propri interventi e stili per un risultato armonico pur mantenendo ciascuno il proprio carattere autonomo, oppure artisti abruzzesi trasferiti nelle due grandi città del Regno e del Papato, Napoli e Roma, ‘contagiando’ così le regioni con componenti abruzzesi.

Da pochi giorni e fino al 31 agosto, presso il Museo Palazzo de’ Mayo, Chieti, è visitabile una mostra dedicata alla ricca produzione abruzzese tra il XI e il XV secolo: “Illuminare l’Abruzzo. Codici Miniati tra Medioevo e Rinascimento”. La mostra è a cura di Gaetano Curzi, Alessandro Tomei, Francesca Manzari, Francesco Tentarelli, e presenta una esclusiva selezione di oltre settanta opere, tra Codici, Fogli, Manoscritti Miniati, conservate in Italia (come biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche abruzzesi, oltre a tutte le altre regioni dove sono stati rintracciati codici abruzzesi), Europa, Stati Uniti.

La mostra permette così di scoprire, o meglio riscoprire, il patrimonio librario abruzzese in tutte le sue sfaccettature, compresi gli scambi e le collaborazioni che lo hanno reso tale, testimonia anche materiali sconosciuti o recentemente ritrovati come i due fogli dei corali rubati a Guardiagrele rintracciati sul mercato antiquario da Francesca Manzari, o il Messale per Offida, uno dei più esplicativi esempi del lavoro collaborativo nelle botteghe medievali.

Ad arricchire la mostra sarà la pubblicazione del volume “Illuminare l’Abbruzzo. Codici Miniati tra Medioevo e Rinascimento”.

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