Incanti e scoperte. L’Oriente nella pittura dell’Ottocento italiano

E’ stata prorogata fino al 10 luglio la rassegna dedicata all’Oriente dell’Ottocento ed intitolata “Incanti e scoperte. L’Oriente nella pittura dell’Ottocento italiano”.

La mostra, programmata dal 4 marzo fino al 5 giugno, ha luogo a Palazzo Marra –sede della Pinacoteca de Nittis (Barletta).

La promozione dell’evento si è avuta per mano del Comune di Barletta e della Regione Puglia, mentre la curatela è stata affidata ad Emanuela Anguili ed Anna Villari.

Circa 100 sono i lavori messi in esposizione dopo aver superato un’ardua pregressa selezione.
Le spedizioni di Napoleone, le narrazioni degli esploratori, le descrizioni dei piaceri proibiti, degli harem, delle odalische avevano inevitabilmente attratto gli artisti verso il mondo Occidentale avidi di scoprire nuove terre e nuove culture, spinti anche dall’interesse dei committenti.

Uno dei pittori maggiormente affascinato dal mondo orientale ed emblema della mostra è senz’altro Francesco Hayez, nonostante egli non abbia mai varcato i confini del Belpaese.
Un altro artista veneto, Ippolito Caffi, fu ammaliato dalla magia orientale tant’è che decise di intraprendere un lungo viaggio tra Costantinopoli, Smirne, Efeso e Il Cairo.

Come evidenzia una delle curatrici, Emanuela Angiuli, “Due mondi, Occidente e Oriente, si incontrano nelle tessiture del viaggio, sulle piste dilatate del deserto, nei regni delle carovane, fra odori, colori, brusii delle città, nelle stanze segrete dell’harem e le movenze inebrianti di suonatori e danzatrici. (…) Pagine d’arte e della cultura di due mondi oggi quanto mai vicini e dialoganti”.

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