La “molteplice arte” di Antonello Lanfranco

Come si può raccontare perfettamente con un quadro l’autunno di una vita contadina se non proprio usando uno dei suoi simboli principali, le foglie secche?

Antonello Lanfranco, artista Padovano, crea i suoi quadri facendo uso esclusivamente di foglie secche, è una tecnica che nessuno prima di lui ha mai impiegato.

L’artista “dipinge” quadri facendo uso delle foglie secche, impiegando solo il loro naturale colore invece di tempere, oli, acquerelli, per realizzarne il contenuto. È questo certosino lavoro di collage, (la cui ispirazione fu la visione di un quadro fatto di “collage” di pezzi di carta, frammenti di giornale, tratti ad olio, a tempera, di cui Picasso, Braque, Carrà e Severini nei primi del ‘900 offrirono memorabili esempi) che ha reso necessario l’impiego delle più particolari e ricercate foglie di cui è pieno l’autunno, infatti non tutte si prestano al fine dell’artista. Antonello sceglie tra: le foglie del pero, dell’orno, del platano, del pioppo, e da qualche anno per rendere ancora più variegata la gamma dei suoi colori impiega anche le foglie color avorio delle pannocchie del granturco. Il segreto della riuscita non sta solo nella selezione delle foglie ma anche nella loro successiva cura dopo la raccolta. La sua “tavolozza di colori” diventano le scatole in cui sistema e divide ciascun tipo di foglia.

Il suo lavoro, frutto di una sorta di “molteplice arte” (di conoscitore e conservatore della natura e di pittore), consiste nel fissare su una tavola i vari frammenti di queste foglie, come fossero tessere di un mosaico, seguendo le traccie di un disegno accennato a matita, i soggetti delle sue creazioni sono situazioni e personaggi di vita contadina veneta che l’artista è in grado di descrivere e far rivivere grazie ai suoi stessi ricordi di vita trascorsa in campagna.

Antonello ha esposto con delle personali o in gruppo in Gallerie a Mantova, Padova, Venezia,Milano, Firenze e partecipato a mostre nel Triveneto, in Spagna e Francia ricevendo notevoli riconoscimenti. Nel 1998 ha creato un ritratto di Papa Vojtila, impiegando la sua originale tecnica, e glielo ha regalato.

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