Caput Mundi vista da un cinico americano

Ammirazione e critiche ha attirato a sé Aaron Young, l’artista newyorkese nato 38 anni fa. La sua è una rappresentazione piuttosto cinica della capitale italiana: non coglie l’aspetto magico e storico delle architetture romane, ma riproduce fedelmente il caos della Caput Mundi. La rassegna è stata curata da Costanza Paissan ed ha luogo presso il “vecchio” Macro di via Reggio Emilia fino al 22 agosto. Attraverso l’utilizzo degli stencil, Aaron ha trasformato il pavimento in strada asfaltata oleosa con tanto di tracce di pneumatici di una motocicletta. Vi sono anche transenne della polizia, marciapiedi e cartelli stradali, ricreati con sculture di bronzo.

Dal pavimento-asfalto nero si passa a quattro video -collocati sempre in basso- che proiettano immagini dei diversi luoghi nei quali sono stati realizzati. La telecamera si sofferma sulla Reggia di Versailles, su un lago ghiacciato dello Stato di New York e infine su Roma, centrando l’obbiettivo soprattutto sul Colosseo. I video provocano nello spettatore un senso di stordimento, realizzato dall’artista prendendo a calci la telecamera creando così un turbine di figure, emblema dello smarrimento di identità dei luoghi. Anche l’olfatto viene chiamato in causa: il forte odore di olio, infatti, invade tutta la sala ed immerge ancora di più il visitatore nell’ambiente riproposto.

Critiche severe rivolte, però, a una carrozza per turisti dorata -davanti al Teatro di Marcello- che “urta” una delle colonne del vicino Tempio di Apollo. La scultura contemporanea ‘rovinerebbe’, a detta di politici e cittadini, il teatro romano che però ogni giorno viene nascosto, senza nessuna lamentela, da decine di autobus turistici.

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