La doppia versione di “Amore e Psiche”: Canova e Gérard per la prima volta insieme

Ancora pochi giorni, fino al 13 gennaio, per poter ammirare nella Sala Alessi di Palazzo Marino, Milano, una mostra basata su un inedito confronto tra pittura e scultura dove i protagonisti sono Amore e Psiche e la loro storia d’amore interpretata dai due artisti neoclassici: Antonio Canova, con la sua scultura “Amore e Psiche stanti”, e Francois Gérard, con il suo dipinto “Psyché et l’Amour”.

L’esposizione è a cura di Valeria Merlini e Daniela Storti.

Amore e Psiche sono i due essenziali personaggi di una nota favola narrata da Lucio Apuleio, nel suo romanzo “L’Asino d’oro” del II secolo d.C, e particolarmente apprezzato alla fine del XVIII secolo quando il mito divenne fonte di ispirazione nella letteratura e nell’arte. Secondo la favola, Psiche è amata da Amore che si congiunge a lei nel buio della notte con l’ordine di non essere mai guardato in viso, la curiosità di Psiche conduce la loro storia a svariate complicazioni e a numerose prove da superare, fino a che Zeus, mosso a pietà da Amore che non resiste al desiderio di rivedere la fanciulla, dona a Psiche l’immortalità ammettendola tra gli dei come sposa eterna di Amore.

I due capolavori in mostra a Milano, provenienti dal Louvre di Parigi, trattano lo stesso tema ma in modo diverso. Innanzitutto, il visitatore nel momento del suo ingresso in Sala sarà accolto da uno spettacolare allestimento che riproduce un giardino neoclassico: pavimento ricoperto di erba sintetica, l’olfatto coinvolto grazie all’uso di tre essenze (di erba bagnata, di corteccia d’albero, di marmo di cave), per una cornice sensoriale che accompagna il percorso visivo, “Le due opere sono nella stessa sala, molto vicine ma ognuna conserva il suo spazio”, afferma Elisabetta Greci, curatrice dell’allestimento.

La scultura di Canova, “Amore e Psiche stanti”, è del 1797 e si concentra sulla rappresentazione della purezza simboleggiata da una farfalla che Psiche poggia sul palmo della mano di Amore, quasi come a donargli la sua innocente anima, i due personaggi sono in piedi, Cupido nudo, Psiche leggermente velata e cinta dal braccio di lui.

Di un anno dopo è il dipinto di Géerard “Psyché et l’Amour”, la tela è un chiaro omaggio al gruppo scultoreo di Canova, ma il pittore francese trasforma il tema della purezza canoviana prediligendo nel suo dipinto un carattere sottilmente erotico. In Gérard i due giovani sono inseriti in un paesaggio idilliaco, la composizione è avvolta da colori tenui, la figura di Amore è leggermente subordinata a quella di Psiche, lui si avvicina all’amata sfiorandole la fronte con la guancia ed una candida farfalla aleggia sulla coppia.

La mostra “Amore e Psiche” a Milano è il frutto del quarto anno di partnership tra Eni e Museo del Louvre, le precedenti edizioni di questa collaborazione videro protagonisti capolavori di Da Vinci, Tiziano, de La Tour.

 

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