La fortuna dell’Orlando Furioso rivive a Reggio Emilia

L’ “Orlando furioso”, capolavoro dell’epica cavalleresca, scritto nella prima metà del Cinquecento da Ludovico Ariosto, viene celebrato in una mostra a Reggio Emilia, in onore del  540° anniversario dalla sua nascita.

Durante la mostra, inaugurata oggi a Palzzo Magnani, verrà ricpercorsa la fortuna che l’opera di Ariosto ha avuto nelle arti.

Essa infatti non è solo una delle opere più importanti della letteratura italiana, ma ha da sempre ispirato numerosi artisti nella pittura, nella scultura, nella fotografia, nel cinema e addirittura nei fumetti.

Il poema, che si presentò come continuazione dell’ “Orlando innamorato” di Matteo Maria Boiardo riscosse un successo strepitoso probabilmente a causa della sua storia intrigante in cui si intrecciano avvenimenti storici, come lo scontro tra cristiani e musulmani, storie d’amore, ovvero quella tra Orlando e Angelica, ma anche il matrimonio tra un pagano, Ruggero e la cristiana Bradamante, dalla cui unione secondo la leggenda sarebbe poi nata la Casa d’Este.

L’opera non solo fu ben accolta dal pubblico, ma anche da critici del calibro di Italo Calvino e Benedetto Croce. Inoltre Ariosto, grazie al suo linguaggio pulito e chiaro, fu da subito preso tra gli autori da inserire nella prima edizione del Vocabolario della Crusca.

Si direbbe quindi che quest’opera, come tante altre, sia immortale e la mostra di Reggio Emilia ce lo dimostra.

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