La Linea Gotica che “unisce”

Il “gotico”, più di ogni altro stile o genere, nel tempo ha prodotto immagini “permanenti” ammirate e seguite da molte generazioni d’artisti di tutto il mondo, fino alle più giovani. La Galleria Sottana del Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi -MIAAO- di Torino dedica una suggestiva mostra tematica, curata da Enzo Biffigentili, a questo stile che ha “l’anima” di una collettiva dove vengono messi in relazione, in una sorta di dialogo tra generazioni influenzate dallo stesso immaginario dal risultato totalizzante, i grandi maestri ai giovani esponenti della nuova generazione di “neo – gotici”. Ogni artista ha una provenienza culturale differente così come le tecniche e il supporto scelto: dalla camera oscura all’elaborazione digitale, dalle carte pregiate alla ceramica.

La “Linea Gotica” è il titolo della collettiva, che connette subito la mente a quella che fu la linea difensiva tedesca della storia della II guerra mondiale, e sarà visitabile fino al 30 dicembre. In mostra ci sono le fotografie d’architettura e di paesaggio di Sir Simon Marsden che, rinnovando la tradizione del classico “gotico” anglosassone, presenta immagini di rovine, chiese, abbazie, cimiteri, edifici misteriosi e decadenti, che testimonia in modo intenso grazie alle tecniche usate: filtri infrarossi e procedimenti raffinati di stampa su carta metallescente. Christophe Dessaigne, invece, presenzia in mostra quasi come “guest star”, le ragioni di questo “riconoscimento” risiedono nel carattere del suo lavoro non conforme poiché la sua formazione non è artistica o fotografica ma cinematografica e “fumettistica”. Dessaigne è un “esploratore urbano”, propone immagini di luoghi abbandonati, pericolosi e pericolanti che realizza con la “pratica dell’infiltrazione” e la “poetica della violazione”. Mentre Giulia Caira e Monica Carocci, tra le prima negli anni ’90 a rinnovare un’iconografia “gotica”, presentano le loro grandi immagini emblematiche e storiche.

Accanto a questi maestri, sfilano i lavori “neo-gotici” di esponenti di nuova generazione: le fotoceramiche di Silvia Calcagno, le visioni notturne del neogotico cimitero di Dogliani di Andrea Mucelli, gli shooting della fotografa di moda Gabriella Di Muro, le allucinazioni evocative di Roberta Vernaglia (anche conosciuta come Art_Missy) eseguite alla Reggia di Venaria, l’interpretazione in chiave “Dark Church” di Marco Paolini (Yakumo Kobe)  del capolavoro industriale sopravvissuto nel cuore di Torino: Officine le Grandi Riparazioni, le manipolazioni reali e digitali di Ludovica Basso (Clorophilla Clorophillas).

A Corredo della mostra fotografica, ci sarà la sezione “Fashion e Paraphernalia” con esposizione di manichini, abiti, oggetti di scenografi, stilisti, designer, anch’essi suggestionati dallo stile gotico.

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