“La Metropolitana dell’Arte” continua nello spazio urbano con il “Il Cavaliere di Toledo”

Per l’arte napoletana uno degli elementi trainanti negli ultimi anni è costituito dalla Metropolitana dell’Arte. Dall’idea e dalla cura di Achille Bonito Oliva “l’arte in Metro” continua ad offrire esempi d’arte non occasionale, talvolta capaci di invadere anche lo spazio urbano fuoriuscendo dalle gallerie sotterranee.

“Il Cavaliere di Toledo” è uno degli esempi.
Si tratta di una scultura posta nello spazio tra via Diaz e via Toledo che rientra nelle opere per la stazione Toledo inaugurata questa primavera. La statua è alta circa 6 metri, è realizzata con uno speciale acciaio, l’acciaio Cor-ten, che si “autoprotegge” dalla corrosione grazie alla formazione sulla superficie di una particolare patina costituita dagli ossidi dei suoi elementi di lega. La scultura equestre si ispira all’epopea donchisciottesca del breve racconto “Il Naso di Gogol” ed è stata realizzata da William Kentrige, artista sudafricano già noto per aver progettato altre opere all’interno della stessa metropolitana (tra l’altro definita dal giornale inglese Telegraph “la più bella metropolitana d’Europa“), due grandi mosaici, il primo raffigura una tipica scena napoletana con tante persone in movimento tra cui San Gennaro e lo stesso autore, quasi come fosse anche una sorta di “autocelebrazione”, il secondo grande mosaico raffigura invece due persone che trainano un tipico carretto pieno di simboli della repubblica napoletana del 1799 e un gatto ispirato ad un mosaico originario di Pompei.

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