La tecnologia restituisce le braccia alla Danzatrice mutilata di Canova

La Danzatrice con i Cembali di Canova grazie ad una certosina opera di restauro ha di nuovo le sue braccia. Grazie a questo restauro, dal 3 marzo fino a settembre, al Museo Gipsoteca Antonio Canova, Possagno, Treviso, sarà possibile ammirare l’opera nell’evento “Canova e la Danza. La danza nella scultura e nella pittura di Antonio Canova.”

La statua, facente parte della “categoria allegorie mitologiche” di Antonio Canova, fu realizzata dall’artista in un originale in gesso nel 1812. La scultura rappresenta una danzatrice intenta a maneggiare dei cembali, l’importanza della figura femminile risiedeva proprio nella sinuosità e leggiadria, tipicamente neoclassica, dei movimenti delle braccia e delle mani. Proprio le sue braccia vennero mutilate dalle granate austroungariche che nel dicembre del 1918, durante la prima guerra mondiale, bombardarono la cittadina di Possagno.

L’opera di restauro, che secondo alcuni potrebbe aver creato un “falso”, era necessaria per non perdere un’opera danneggiata e consegnare alle generazioni future il concetto di “bellezza ideale” fondamentale in Canova.

Per il restauro dell’opera è stato necessario un intervento di “reverse engineering” (ingegneria inversa). Si è partiti dalla scansione in 3D della versione in marmo, (voluta dallo stesso Canova che dell’originale versione in gesso ne ordinò la trasposizione in marmo ad abili collaboratori) ora patrimonio del Bode Museum di Berlino.

Dalla scansione digitale, quindi, sono state definite le parti mancanti al modello in gesso di Possagno e così, grazie ad una ricostruzione “reversibile” (che può “tornare in dietro”, le braccia ricostruite possono essere rimosse in qualsiasi momento, essendo perfettamente eliminabili), si è giunti alla produzione di protesi integrative.

Si aprono concreti orizzonti di collaborazione tra tecnologia, tecniche di ingegneria inversa, prototipazione rapida, e arte.

Nella mostra “Canova e la danza”, intorno alla statua restaurata saranno esposti anche una cinquantina di disegni, acquerelli e studi sulle figure di danzatrici, tra Muse e divinità della mitologia che evocheranno anche le altre due statue di “Danzatrici” di Canova.

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