La World Photo Foundation premia Jodi Bibier

La World Press Photo Foundation ogni anno indice un concorso internazionale di fotogiornalismo, nel quale l’elemento fondamentale e vincente è la forza emotiva degli scatti proposti da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste di tutto il mondo.

Le foto selezionate diventano poi i lavori messi in esposizione in diverse sedi internazionali, tra le quali la Galleria Carla Sozzani di Como.

L’edizione di quest’anno ha premiato la fotografia scattata dalla fotoreporter sudafricana Jodi Bibier e raffigurante la giovane donna (18 anni) afgana sfigurata, Bibi Aisha.

La foto è apparsa anche sulla copertina del Time come simbolo dei maltrattamenti ai danni delle donne in Afghanistan.
Lo scatto racconta, infatti, la storia della ragazza (originaria della provincia di Oruzgan) che a soli 16 anni è stata obbligata a sposare un uomo talebano.
Quest’ultimo, insieme alla sua famiglia, ha iniziato a seviziare Bibi e così la ragazza ha tentato di fuggire, ma poi è stata condannata da un giudice talebano all’amputazione di naso ed orecchie.

La motivazione della vittoria, a detta di Vince Aletti, è la seguente: “E’ un’immagine tremenda, diversa, spaventosa non parla solo di questa particolare donna, ma della condizione delle donne nel mondo”.

Jodi Bieber ha ottenuto già otto premi di categoria nel World Press Photo ed è la seconda sudafricana a conseguire il massimo riconoscimento.

Anche la 54esima edizione, come la precedente, ha premiato l’Italia.
Tra i vincitori si citano Riccardo Venturi con il reportage di Haiti, Massimo Berruti con il Pakistan e Marco Di Lauro con il Niger.

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