L’Anamorfosi di Battaglia e Miglietta in “Geometrie dell’illusione tra arte e scienza”

Il Museo Galileo di Firenze, dal 23 giugno alla metà di settembre, ospita una suggestiva mostra che indaga in particolar modo la tecnica dell’anamorfosi e dei giochi prospettici attraverso l’arte di Stella Battaglia e Gianni Miglietta. I due artisti da molti anni si occupano insieme di prospettiva e anamorfosi, il loro percorso artistico è assai vario ed eclettico. Nella mostra fiorentina intitolata “Geometrie dell’illusione tra arte e scienza”, che si basa sullo scambio di temi tra arte e scienza, saranno presentate le loro sculture.

L’anamorfosi, da “ana” e “morfosis”: forma ricostruita, in stretta relazione con il suo significato letterale è un effetto di illusione ottica dove l’immagine viene proiettata in modo distorto. Per “ricostruire” la forma originaria del soggetto osservato bisognerà guardare l’immagine da una prospettiva particolare (anamorfosi ottica) oppure attraverso uno specchio (anamorfosi catottrica) o ancora attraverso una lente (anamorfosi diottrica), da ogni altro punto di vista le immagini apparirebbero distorte e indecifrabili.  Le opere in mostra elaborano queste tre tipologie tradizionali di anamorfosi.

Questa particolare tecnica artistica si sviluppò in età barocca, da quel momento diversi pittori ne fecero uso per le loro opere. Leonardo da Vinci, ad esempio, in alcuni suoi appunti tracciò diverse figure anamorfiche. Il pittore tedesco Hans Holbein nella parte inferiore del quadro “Gli ambasciatori” dipinse una strana figura, solo osservando il quadro da destra si può riconoscere, in quella figura anamorfizzata, un teschio. I giochi prospettici dell’anamorfosi col tempo hanno dilagato in moltissimi ambiti.

I visitatori della mostra “Geometrie dell’illusione tra arte e scienza” potranno lasciarsi suggestionare ed interessare dalle immagini “nascoste” dietro sculture e dipinti, divertendosi ad individuare le invenzioni prospettiche con le quali sono state realizzate le opere.

Tra le opere in mostra troviamo, ad esempio, Poseidon. Una scultura in terracotta policroma che apparentemente rappresenta una serie di flutti marini ma se osservata da una particolare prospettiva ricostruisce il volto di Poseidone.

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