“Le colonne infinite” di Pinuccio Sciola, omaggio a Gaudì

Lo scultore Pinuccio Sciola presenta un omaggio ad Antoni Gaudì con la mostra dal titolo “Le colonne infinite”. L’istallazione è esposta nella più antica chiesa della Sardegna, la Basilica di San Saturnino, spazio architettonico, religioso ma anche emblematico, considerata la sua storia e la sua atmosfera carica di pathos e spiritualità. L’opera di Sciola è ispirata agli elementi verticali di cui Gaudì si servì per realizzare la sua monumentale costruzione, la “Sagrada Famiglia”. L’arte del maestro catalano, definito il “Plasmatore della pietra, del laterzio e del ferro”, è caratterizzata dall’elaborazione di forme straordinarie, imprevedibili, quasi auliche, realizzate con la lavorazione di materiali diversi come mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro dai quali riusciva a trarne possibilità espressive e simboliche eccezionali.

Evocando l’esempio dell’architetto spagnolo, Pinuccio Sciola realizza “Le colonne infinite”. L’istallazione consiste in un gruppo di più di 80 elementi verticali realizzati con dei vecchi tubi scartati dalla costruzione di strutture architettoniche che Sciola ora rende invece protagonisti, catene arrugginite e materiali da riciclo che assembla a strutturare colonne infinite rese tali anche dalla presenza di specchi deformanti, il tutto disposto in una composizione solo apparentemente casuale che ricorda una sorta di “foresta metallica” concentrica che culmina in una simbolica pianta d’ulivo.

Le strutture verticali, la “nuova natura”, si innalzano al di sotto della cupola della Basilica fino a toccarne l’intradosso.

L’istallazione, pensata come luogo significativo, la si comprende al meglio attraversandola, percorrendola.

L’opera rappresenta anche un “passo in avanti” nel dialogo con il “naturale” di Sciola che dalle pietre si misura ora anche con elementi quali i metalli.

Difatti l’artista di fama internazionale, oltre ad essere conosciuto per i suoi murales con i quali decise di dipingere case ed edifici del paese di San Sperate, e per le sue numerose sculture poste in piazze e luoghi di tutta Europa o facenti parti di collezioni pubbliche, private e musei, è apprezzato soprattutto per le sue “pietre sonore”, sculture che sono il risultato della sua personale ed appassionata ricerca sulla natura delle pietre e sulla sperimentazione della loro intrinseca musicalità conosciuta grazie a particolari tecniche di lavorazione. Le “pietre sonore” vengono esposte in tutto il mondo, sono fonte di ispirazione di molti artisti, una sua gigantesca pietra sonora venne scelta per abbellire la Città della Musica di Roma.

La mostra “Le colonne infinite” è fruibile ancora fino al 25 settembre.

 

 

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