Le “impressioni” di De Nittis a Palazzo Zabarella

Palazzo Zabarella, Padova, fino al 26 maggio, celebra con una mostra, forse la più completa mai realizzata, Giuseppe De Nittis, pittore assimilabile per certe caratteristiche ai Macchiaioli e agli Impressionisti pur mantenendo sempre un’indipendenza di stile e contenuti.

“A volte, felice, restavo sotto gli improvvisi acquazzoni. Perché, credetemi, l’atmosfera io la conosco bene, e l’ho dipinta tante volte. Conosco tutti i colori, tutti i segreti dell’aria e de cielo nella loro intima natura”, lo scriveva sul suo taccuino l’artista pugliese che conquistò Parigi e seppe reggere il confronto con Degas, riflettendo con la sua arte esattamente lo spirito del suo tempo. Morì prematuramente, a soli 38 anni, ma la sua vita fu un concentrato di esperienze, un viaggio, non soltanto dalle strade del sud, dalla sua città, Barletta, l’Ofanto, il Tavoliere delle Puglie, verso il nord, Napoli, Roma, Firenze, infine Parigi e Londra, ma un viaggio che lungo queste ‘strade’ ha formato la sua vita, atmosfere che dall’esterno interiorizzava e riproponeva attraverso la sua pittura, imprimendo alle proprie opere dunque qualcosa di profondamente personale e soggettivo, in pieno stile impressionista dove ciò che conta di ogni rappresentazione è l’impressione.

Sono le atmosfere di strade, in particolare delle due grandi metropoli di Londra e Parigi, capitali dell’arte e della mondanità, che De Nittis respirò e catturò ritraendo la natura en plain air, le campagne, la vita che scorreva frenetica, soggetti umani, abitudini, esaltando ‘l’attimo fuggente’ di ogni cosa.

La mostra a Palazzo Zabarella propone circa 120 capolavori, tutti giunti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche e private, tra i quali una serie di lavori ignoti alla critica, altri assenti dall’Italia da tempo, come il ciclo di vedute londinesi, due pastelli presenti in mostra come un fiore all’occhiello: la Giornata d’inverno del 1882, e l’Autoritratto del 1884, un capolavoro invece molto noto La traversata degli Appennini, poi tavolette e tele dove ammirare le vedute del Vesuvio, e Parigi che la fa da protagonista.

L’esposizione è ordinata in sezioni cronologiche ed è a cura di Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca.

Tags:

Leave a Comment

Tempo esaurito. Ricarica il codice!