Le notizie giornalistiche nell’arte di Andy Warhol

Andy Warhol, il padre della cultura pop americana, viene affrontato, allo Gnam (Galleria Nazionale d’arte Moderna) di Roma, da un altro punto di vista. “Warhol Headlines” è il titolo della mostra d’impatto, non saranno ammirabili i suoi celebri capolavori come le serigrafie di Marilyn, le scatole di Campbell’s, le Green Coca Cola Bottles ma verrà messo il luce il rapporto tra Warhol e l’informazione giornalistica. Si tratta della prima grande mostra dedicata a questa “passione” dell’artista.

Warhol, fin dai suoi esordi come grafico pubblicitario, fu attratto dai titoli dei giornali, delle riviste, e, convinto che “un fatto, anche se in sé stesso sensazionale, non diventa notizia finchè non gli viene data una forma grafica”, selezionava prime pagine e titoli di giornali elevandoli a livello artistico. Nacquero così le Headline Works, opere frutto della rielaborazione di titoli, prime pagine, ritagli di giornali e riviste che l’artista realizzava ogni giorno passando al setaccio pile di quotidiani e alterando i cromatismi, manipolando, oscurando, replicando in maniera seriale, trasformando, così, il tutto in opere d’arte. Le opere che conseguivano a questo lavoro “ossessivo” di selezione e ritagli erano realizzate in diversi formati e in due o tre dimensioni.

Warhol prediligeva la stampa popolare ed in particolare i tabloid, come il Daily News o il New York Post orientandosi verso una vasta gamma di notizie, dal gossip alla cronaca.

In mostra non mancherà il trittico di tele a tecnica serigrafica che egli realizzò rielaborando un titolo del quotidiano “Il Mattino” di Napoli. Il titolo, “Fate Presto”, era un grido di dolore ma soprattutto di sensibilizzazione e richiesta di immediati soccorsi, che Il Mattino pubblicò in prima pagina in occasione del catastrofico terremoto che nel 1980 colpì Irpinia e Basilicata portando morte e distruzione. Warhol trasformò quel titolo in tre grandi tele serigrafiche. L’opera all’epoca venne commissionata dal gallerista napoletano Lucio Amelio proprio per il terribile sisma e conservata poi, insieme al resto della collezione, alla Reggia di Caserta.

Nella mostra allo Gnam, visitabile dal 12 giugno fino al 9 settembre, sarà possibile ammirare, quindi, disegni, dipinti, stampe, serigrafie, fotografie, opere su supporto elettronico e si conclude con i lavori eseguiti insieme agli artisti graffitisti, allora suoi pupilli, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

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